S&P alza il rating della Grecia: oggi nuovo test per Tsipras

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Il processo di stabilizzazione della Grecia comincia a produrre effetti positivi. Ieri sera Standard & Poor’s ha alzato il rating di lungo termine sul Paese a “CCC+” da “CCC-” con outlook stabile spiegando che la decisione riflette il miglioramento nelle prospettive di liquidità. Secondo l’agenzia statunitense la probabilità di uscita di Atene dall’Eurozona è scesa a meno del 50% al 2018, ma “il rischio Grexit è ancora alto se il Governo non implementerà con successo l’ambizioso programma di riforme”. Standard & Poor’s ha una visione molto più ottimistica sulla tenuta della Penisola ellenica rispetto agli economisti interpellati da Bloomberg. La maggioranza di essi ritiene che ci sia ancora il pericolo che entro la fine del 2016 la Grecia sia costretta ad abbandonare il Blocco della moneta unica. Intanto sale l’attesa per la votazione, da parte del Parlamento ellenico, del secondo pacchetto di riforme necessarie per ottenere il terzo bailout. Le misure al vaglio riguardano finanza e giustizia. Il premier Alexis Tsipras, alle prese con i forti malumori dell’ala più radicale di Syriza (tra i quali spicca l’ex Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis), ha chiesto massima collaborazione perché il popolo greco vuole rimanere nell’euro. Il “sì”, atteso non prima della mezzanotte, sembra comunque scontato grazie all’appoggio dell’opposizione. Grazie al prestito ponte da oltre 7 miliardi di euro la Grecia è stata in grado di restituire 1,6 miliardi al Fondo Monetario Internazionale e 3,5 miliardi alla Banca Centrale Europea. Ora, le prossime scadenze sono il 20 agosto, quando dovranno essere restituiti alla BCE altri 3,2 miliardi, e settembre, un prestito dell’FMI da 1,5 miliardi.

Borse asiatiche

Mercati asiatici in deciso declino, con l’eccezione della Cina in recupero nella seconda parte della giornata, dopo la seduta negativa di Wall Street. I principali indici della regione hanno segnato perdite superiori all’1% (il Kospi di Seoul ha fermato la sua flessione allo 0,91%). La seduta è stata negativa anche per Tokyo, con il Nikkei 225 che ha chiuso in perdita dell’1,19% anche a causa del nuovo rafforzamento dello yen sul dollaro. Sul fronte macro, il ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria ha reso noto che l’indice delle a ttività industriali in maggio è calato su base mensile dello 0,5% dopo il progresso dello 0,1% di aprile (-1,4% in marzo), ma meglio dello 0,6% di flessione attesa dagli economisti. Su base annuale l’indice segna un declino dello 0,4% dopo il progresso di aprile rivisto all’1,4% dall’1,3% preliminare (primo aumento dall’aprile dello scorso anno). Non abbastanza per sostenere i corsi. Da segnalare il balzo di Mitsui Chemicals, miglior titolo dell’indice nipponico con un balzo del 12,35% dopo che la divisione chimica quotata del colosso del trading, secondo quanto riporta il quotidiano finanziario Nikkei, stima per il primo semestre (in chiusura a fine settembre) la crescita dell’80% dell’utile operativo a 33 miliardi di yen (240 milioni di euro) e del 150% dei profitti netti a 18 miliardi di yen (130 milioni di euro). Il dato si confronta con precedenti stime di Mitsui stessa per un declino del 3% dell’utile operativo e un crollo del 30% di quello netto. La crescita della vendita di automobili in Usa si è riflessa nell’aumento della domanda dei materiali polimerici prodotti da Mitsui. Ancora in deciso calo Toshiba (ha perso l’1,70%). La conglomerata ha annunciato di avere ceduto il 4,6% detenuto nel capitale di Kone, società finlandese produttrice di ascensori, per 864,7 milioni di euro, mentre è impegnata a dismettere gli asset non-core per migliorare la sua situazione finanziaria in seguito allo scandalo contabile che ha portato martedì alle dimissioni del chief executive Hisao Tanaka insieme a otto degli attuali 16 membri del board, compreso il vice chairman Norio Sasaki. I mercati cinesi hanno aperto in flessione dell’1% in linea con gli altri indici, ma avvicinandosi alla chiusura hanno recuperato terreno (Shanghai in progresso di circa mezzo punto percentuale, Shenzhen dell’1% ), portando così a cinque le seduta consecutive di guadagni. Anche se in particolari i titoli delle telecom hanno corretto significativamente dopo il progresso segnato martedì. In declino, soprattutto, i titoli petroliferi. Sul fronte macro, l’indice anticipatore della Cina, elaborato dal Conference Board, ha segnato in giugno un progresso dell’1,0% dopo l’incremento dell’1,1% di maggio (e quello rivisto all’1,5% dall’1,1% preliminare di aprile). L’indice di coincidenza è invece cresciuto dello 0,4% in giugno dopo il progresso dello 0,5% di maggio e il declino dello 0,7% di aprile. Hong Kong, a differenza dei listini della Cina continentale, non ha recuperato e l’Hang Seng è rimasto in declino dell’1% (performance tra l’altro legata proprio ai titoli della Corporate China: l’Hang Seng China Enterprises Index ha toccato una flessione superiore al 2 %). Da segnalare, a Seoul, Lg Electronics che ha chiuso in progresso dello 3,07% la seduta. Il gruppo sudcoreano dell’elettronica di consumo è arrivato a guadagnare il 14,5% all’apertura degli scambi su voci di mercato che indicavano Google in trattativa per acquisire una quota del suo capitale.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in calo a causa di alcune trimestrali societarie deludenti. Il Dow Jones ha perso l’1%, l’S&P 500 lo 0,43% e il Nasdaq Composite lo 0,21%. United Technologies -7,04%. Il gruppo industriale ha rivisto al ribasso le stime di utile per l’esercizio in corso. IBM -5,88%. Il colosso informatico ha chiuso il secondo trimestre con utile per azione adjusted di 3,84 dollari su ricavi per 20,8 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 3,79 dollari su ricavi per 20,9 miliardi. Verizon Communications -2,39%. L’operatore telefonico ha pubblicato una trimestrale deludente. Nel secondo trimestre l’utile si è attestato a 4,23 miliardi di dollari (1,04 dollari per azione), in leggera crescita rispetto ai 4,21 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati del 2,4% a 32,2 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,01 dollari su ricavi per 32,5 miliardi. Apple -1% in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali. Talen Energy -2,14%. Il gruppo energetico ha comunicato che rileverà Mach Gen, utility elettrica non quotata che gestisce tre impianti a gas negli Stati di New York, New England e Arizona, per 1,18 miliardi di dollari. Qualcomm +2,12%. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il produttore di chip si preparerebbe a una revisione strategica delle sue attività che potrebbe portare anche allo spezzatino. Travelers Companies +1,82%. L’utile operativo del gruppo assicurativo del secondo trimestre ha battuto le attese. Tesla Motors -5,49%. Ubs ha tagliato il rating sul titolo del produttore di auto elettriche a sell da neutral. Lexmark -20,22%. Il gruppo delle stampanti ha fornito un outlook per il trimestre in corso decisamente inferiore alle attese.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,6%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,55%. Entro oggi la Grecia dovrà approvare il secondo pacchetto di riforme chieste dai creditori e dai capi di Stato Ue all’ultimo incontro dell’Euro Summit. Si tratta di riforme del codice di procedura civile che dovrebbero garantire una maggiore certezza del diritto alle imprese che avviano attività nella Repubblica Ellenica. L’altro pacchetto di riforme riguarda invece l’adozione del meccanismo europeo per la risoluzione delle crisi bancarie. Standard & Poor’s ha comunque deciso di migliorare il rating della Grecia da CCC- a CCC+ con l’outlook che passa da negativo a stabile. Per S&P’s le probabilità di uscita del paese ellenico dall’euro sono inferiori al 50% ma ancora alte. In Francia l’indice di fiducia delle imprese è aumentata a luglio a 102 punti contro i 100 pt del mese precedente. Gli analisti avevano previsto un dato stabile a 100 punti. Lo ha annunciato l’Istituto di statistica Insee.

Italia

Avvio sottotono per l’azionario italiano ed europeo. Durante i primi scambi l’indice Ftse Mib segna un ribasso dello 0,45% e il Ftse Italia All Share cede lo 0,40 per cento. In ripiegamento anche il Ftse Italia All Star (-0,32%). Ieri Piazza Affari ha chiuso con un ribasso dell’1,32% a 23.712 punti, dopo la corsa delle ultime sedute e i massimi dall’ottobre 2009 toccati lunedì dall’indice Ftse Mib. A pesare sono state le prese di beneficio che hanno colpito le banche, reduci dal rally delle precedenti giornate. Da inizio anno il saldo dell’indice Ftse Mib è positivo per circa 25 punti percentuali. Deboli i titoli del settore bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,08% a 15,99 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 3,02% a 8,325 euro, Popolare di Milano il 2,73% a 0,996 euro, Intesa SanPaolo il 2,28% a 3,514 euro, Ubi Banca l’1,16% a 7,665 euro, Unicredit l’1,57% a 6,25 euro. In controtendenza i titoli maggiormente legati alle sorti del petrolio, con il Wti che sta rimbalzando avvicinandosi in area 51 dollari al barile: Saipem ha infatti guadagnato l’1,75% a 8,69 euro, mentre Tenaris è avanzata dell’1,46% a 11,80 euro. Mediaset (+0,62% a 4,794 euro) ha rialzato la testa dopo la debolezza del giorno prima causata dalla bocciatura a neutral da parte degli analisti di Mediobanca. Dopo aver toccato nei primi scambi i massimi storici a 46,92 euro, Exor ha virato in negativo chiudendo con un ribasso dell’1,61% a 45,79 euro. Lunedì Exor ha portato l’offerta per gli azionisti di PartnerRe a 140,5 dollari per azione. La società con sede alle Bermuda nel pomeriggio ha aperto a una possibile due diligence. PartnerRe ha però subito fatto sapere ai propri azionisti di continuare a preferire la fusione con Axis.


I dati macro attesi oggi

Mercoledì 22 luglio 2015

06:30 GIA Indice attività composito mag;

08:45 FRA Indice fiducia imprese lug;

10:00 ITA Fatturato industriale mag;

10:00 ITA Ordini all’industria mag;

10:30 GB Verbali BoE;

11:00 ITA Vendite al dettaglio mag;

15:00 USA Indice FHFA (prezzi abitazioni) mag;

16:00 USA Vendite abitazioni esistenti giu;

16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.