Saggese: Subito le primarie o addio elettori

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Sta passando un po’ in sordina in questa lunga vigilia di Primarie senza ancora regole né date, eppure quello di Angelica Saggese è al momento l’unico Sta passando un po’ in sordina in questa lunga vigilia di Primarie senza ancora regole né date, eppure quello di Angelica Saggese è al momento l’unico nome ufficiale nella corsa alla candidatura Pd per la guida della Regione Campania. E non stiamo parlando certo di una novellina: senatrice dallo scorso anno, consigliere comunale a San Gregorio Magno eletta nel 2005 e riconfermata nel 2010, è già alla sua terza esperienza con questo strumento di democrazia diretta importato dagli States. La prima volta nel 2007 con le primarie fondative che la portarono all’assemblea nazionale del partito come membro della commissione Codice Etico. La seconda volta, nel 2012 per le “Parlamentarie” del Pd, poi, quello di Angelica fu un vero exploit: la candidata dell’area Letta (che ha il suo riferimento campano in Guglielmo Vaccaro) arrivò seconda a Salerno – prima fra le donne – subito dopo un pezzo da novanta come il deputato uscente Fulvio Bonavitacola, indicato da quella macchina acchiappa-consensi che è da sempre il sindaco Vincenzo De Luca. Furono 8.183 i voti rastrellati nei 158 comuni della provincia salernitana. Quarantadue anni, single, una laurea in Economia, un impiego da segretario comunale al Municipio di Agerola, vita divisa tra Roma, Salerno (dove è residente), Napoli (dove ha appena preso casa) e San Gregorio Magno (il paese natio dove torna almeno una volta a settimana), Angelica Saggese è una donna che sa cosa vuole dalla vita. Pacata nei toni, ma determinata quando si tratta di prendere decisioni, è pronta a dare una scossa al partito: “Con le primarie siamo in forte ritardo. Non è più il tempo di tergiversare – dice –. Il partito deve darsi una mossa se non vuole perdere la fiducia degli elettori”. Dopo i ripensamenti di De Luca, lei è di fatto l’unica candidata ufficiale alle primarie del Pd. Perché si è decisa a uscire allo scoperto? E’ molto semplice: non possiamo aspettare di valutare la convinzione o meno dei singoli aspiranti a partecipare a una competizione. Siamo classe dirigente e come tale dobbiamo assumerci la responsabilità delle scelte: dobbiamo decidere più che aspettare interventi dall’alto. Abbiamo il dovere di scendere in campo e metterci in gioco. Del resto lo stesso Renzi lo ha detto chiaramente quando è venuto a Napoli. Ci ha stimolati a darci da fare. La sua è stata etichettata come una candidatura anti-De Luca. È così? Abbiamo due profili talmente diversi che il paragone non regge. Io sono sempre stata dell’idea che bisogna offrire al partito diverse soluzioni rispetto a una scelta, quella di fare le primarie, che va portata avanti per il bene dei nostri elettori. Non crede che il sindaco di Salerno sia pronto a candidarsi comunque anche senza il sostegno del Pd? Leggo queste notizie dai giornali. Certo che la dichiarazione rilasciata qualche giorno fa – l’appello a non tirarlo in ballo tra i candidati alle primarie prima che vengano indicate le regole – mi lascia presumere che De Luca possa fare anche un’altra scelta. Nei giorni scorsi anche il segretario regionale del Pd, Assunta Tartaglione, ha detto che prima di parlare di candidati bisogna fissare le date… E’ quasi paradossale sia proprio lei a dire “fissiamo prima regole e date”: sarebbe opportuno piuttosto che accelerasse un po’ considerando che siamo ai primi di settembre e che le elezioni si terranno in primavera. Alla segretaria rivolgo un ulteriore appello perché entro il 7 novembre, data in cui Renzi tornerà a Napoli, il Pd campano sia capace di esprimere una proposta programmatica chiara con candidati definiti. Possibile che in Campania non si riesca mai a trovare un candidato unico su cui convergere? Eh non è solo la Campania che ha questa difficoltà. Ma si può superare. Al partito dico: continuiamo a lavorarci, ragioniamone, insieme , confrontiamoci. Solo così possiamo sperare di trovare una soluzione condivisa che metta tutti d’accordo e che riesca a suscitare la fiducia dei cittadini. Lei sarebbe disposta a ritirare la sua candidatura e se sì per quale candidato unitario? Io sono pronta a fare un passo indietro se troviamo tutti insieme una soluzione che ancora non c’è. Parlare di un candidato unitario mi sembra prematuro. Ci vorrebbe un personaggio capace di esprimere l’idea di rinnovamento del partito che è stata la carta vincente del Pd alle ultime Europee. Il nome di Pina Picierno la convincerebbe? Non so se lei ha voglia di candidarsi. La campagna elettorale per le primarie è cominciata con un tour in sette tappe dal nome “Il mare bagna la Campania”. Di che cosa si tratta? A fine luglio, insieme ai parlamentari Guglielmo Vaccaro e Camilla Sgambato, abbiamo presentato sia al Senato che alla Camera una mozione sulla crisi del settore turistico resa ancora più grave quest’anno dal maltempo che si è aggiunto alle difficoltà congiunturali. Ci è sembrato opportuno sollecitare l’attenzione del Parlamento su questo argomento, perché i dati di fine luglio erano davvero allarmanti. L’idea del tour è stata quella di individuare sette spiagge rappresentative dei litorali campani, ascoltare amministratori e operatori per raccoglierne esigenze e prospettive. A settembre apriremo un dibattito sul tema e potrà essere l’occasione per tirare fuori un piano nazionale strategico, la cui necessità è il comune denominatore nelle richieste che arrivano dagli operatori del settore. Lei è anche tra i promotori dell’Intergruppo per la Sussidiarietà che a luglio ha lanciato “L’Italia che riparte”: un viaggio tra i distretti industriali per raccogliere richieste di politiche mirate. Cosa chiedono le imprese alla politica? La prima cosa che chiedono è la semplificazione: gli imprenditori sono esausti per la sovrapposizione di norme e regolamenti. Vogliono certezze. Abbiamo avviato quel tour anche perché si parla solo degli aspetti negativi dei nostri settori industriali ma siamo poco attenti, soprattutto noi politici, alle tante eccellenze che comunque ci sono nella nostra Campania. Abbiamo scoperto che, a dispetto della crisi, esistono imprenditori che non si arrendono, che creano sviluppo e occasioni di lavoro. È stata una bella lezione.