Salone Del Gusto Di Torino 2018, la Regione Campania promuove la diversità del Sud

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di Fiorella Franchini

La cultura del cibo è ormi patrimonio dell’umanità, bene personale, tesoro universale e profondamente democratico perché ogni elemento può combinarsi in migliaia di modi. La Regione Campania non poteva dunque mancare alla dodicesima edizione del Salone Internazionale del Gusto 2018 che si è tenuto a Torino dal 20 al 24 settembre 2018. Un evento internazionale, in collaborazione con il Parco nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni e Parco nazionale del Vesuvio, con Slow Food sezione Campania, e con l’Associazione Cittàslow International e con la O.P. Alma Seges, che rappresenta un momento centrale nel calendario fieristico del settore agroalimentare. Un grande mercato nel quale le aziende selezionate potranno esporre, vendere, promuovere contatti commerciali. La Campania è presente con oltre 100 tra piccole e medie imprese ,33 presìdi Slow Food, più di 20 eventi ed uno spazio espositivo di circa 900 metri quadri, all’interno di un format collaudato che prevede convegni, degustazioni, laboratori per bambini, esibizioni folcloristiche, mostre con almeno 200 eventi in programma disseminati tra gli stand del Lingotto al costo di 5 euro e in tutti i quartieri di Torino. L’edizione 2018 di “Terra Madre” ha scelto come tema “Food For Change”, il cibo come momento di confronto per il mondo moderno e strumento per cambiare le sorti del nostro pianeta con il contributo di ognuno. Non può dunque che essere una vetrina eccezionale per presentare il grande valore della Dieta Mediterranea, lo stile di vita dei nostri borghi, i prodotti del nostro territorio. Cittaslow International, infatti, grazie all’importante sostegno di Alma Seges – organizzazione interregionale che riunisce numerose aziende agricole di Campania, Puglia e Basilicata, ospita all’interno del proprio spazio le iniziative che raccontano le eccellenze agricole del territorio ed in particolare del Parco del Cilento. Un’occasione anche per conoscere i nuovi prodotti che hanno ottenuto lo status di presidio slow food. Debuttano, infatti, 28 nuovi presidi italiani, eccellenze italiane che vedono in testa la regione Campania, con 11 prodotti. Essi svolgono un ruolo fondamentale nella valorizzazione delle piccole produzioni tradizionali, delle specie e varietà vegetali a rischio di estinzione, cui la Regione Campania dedica particolare attenzione nell’ambito del PSR, il Programma di Sviluppo Rurale. L’agroalimentare campano si muove essenzialmente in questa direzione, nella valorizzazione delle produzioni piccole, ma di grande qualità, per favorire lo sviluppo delle aree interne ed il ricambio generazionale in agricoltura. Oggi, coltivazione e cucina non sono cose per pavidi, bisogna essere temerari, avere immaginazione e progettualità, tentare anche l’impossibile, come il recupero di antiche culture e nuovi gusti. Pensiamo al Fusillo di Felitto, al Pane Sargolla del beneventano, al Fico monnato di Prignano Cilento, al Pomodorino verneteca sannita e all’Antico aglio dell’Ufita, ma anche alla Noce della penisola sorrentine e alle vecchie varietà di albicocche del Vesuvio, al Fagiolo quarantino di Volturara Irpina e al Cece di Teano, fino al Pisello centogiorni. Progetti che esaltano le radici territoriali e la biodiversità, scopi concreti dal 2003 della Fondazione Slow Food, nata a Firenze nel 2003 con il contributo della Regione Toscana, attiva in oltre 100 Paesi, per formare e assistere produttori e cittadini, approfondendo tematiche legate a piccola pesca, coltivazione sostenibile, benessere animale, sementi, Ogm, portando avanti il principio di un’agricoltura in equilibrio con l’ambiente che assicuri sovranità alimentare e “l’accesso per tutte le comunità a un cibo buono, pulito e giusto”. Cibo come storia del mondo e la Regione Campania presenta in anteprima nazionale al Salone del Gusto “Eruzioni del Gusto”, un evento culturale sull’enogastronomia, promosso dall’associazione culturale Oronero dalle Scritture del Fuoco e patrocinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali, dalla Fondazione FS, da numerosi centri di ricerca scientifica e dipartimenti universitari tra cui il Dipartimento di Agraria della Federico II. La manifestazione avrà luogo al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa dal 26 al 28 ottobre 2018 con spettacoli e degustazioni, dibattiti e workshop con i docenti universitari ed esperti della Fondazione Dohrn, urbanisti, architetti, archeologi, giornalisti e chef per discutere di aree vulcaniche sommerse, storia, scienza, cucina, di prospettive economiche. La politica della Regione Campania, sembra andare, dunque, verso la giusta direzione, quella del sostegno e della valorizzazione delle attività agricole e turistiche, riconosciute come prospettiva economica di grande respiro e strumento di crescita civile. Tra gli odori variegati provenienti da tutto il mondo che si respirano al Salone del Gusto 2018, in cui tutti i sensi sono coinvolti in un piacevole stordimento, il clima è quello di un rinnovato entusiasmo nella consapevolezza che tutte le nostre ricchezze, il paesaggio, le culture tipiche, la viticultura, i frutteti, le architetture rurali, le masserie, i sentieri, l’artigianato, l’archeologia, i beni culturali sono il patrimonio da tutelare e da utilizzare affinché tutto il Sud e tutti i popoli del Mediterraneo possano recuperare uno sviluppo solidale e sostenibile, uno spazio aperto di convivenza civile in cui le diversità siano capitale prezioso e non un pretesto di conflitto.