Salone e fuori Salone – anche nell’esporre design vince l’interpretazione

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Il Salone del Mobile 2019 a Milano. Bello, bellissimo. Tutta l’avanguardia della produzione, le tendenze tutto quanto di meglio si può prospettare per gli arredi ed i complementi del 2019. Tecnici, designer, architetti, arredatori e, certamente, anche tanto pubblico non necessariamente qualificato. Il salone come ogni anno è stato gettonatissimo, le esposizioni affollate e le novità apprezzate. Quasi 400 000 persone provenienti da 181 paesi. Numeri in decisa crescita rispetto alle precedenti manifestazioni. Tanta Asia, Russia, gran pullular di Cina, e poi Francia e Germania. Davvero il trionfo all’estero del made in Italy. Ottimo, perfetto. Ce n’è bisogno. La dimostrazione che quando la filiera si muove unita, va tutto bene e non ci ferma nessuno. Made in Italy for ever. Per sempre e da sempre. Da Sempre, parola magica: ecco il fuori salone che ha riscosso il miglior apprezzamento di ogni edizione. Il tema era accattivante, riconosciamolo. Viaggiava però sul filo, e sarebbe stato facilissimo cadere nello stantio, nel vecchioebarbogio. Le manifestazioni “di completamento” all’evento principe hanno avuto come filo conduttore il vintage, declinato in tutte le sfaccettature e specializzazioni, organizzate in un itinerario che, più che un corollario, ha reso questa manifestazione protagonista di un evento del tutto autonomo per interesse e pubblico. Da Ferragamo c’era Il dialogo tra le opere del grande architetto e pensatore Italo Rota con gli 11 profumi della collezione Tuscan Creations. Annusate gente, annusate pure a piena narice. Le profumazioni create da Campomarzio 70 pervadono la camera da letto del film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, in una storica villa milanese. TED Milano in collaborazione con Artemest, presenta «Living Objects» con un allestimento teatrale. In piazza Duomo la Maestà Sofferente di Gaetano Pesce, poi dentifrici vintage, profumi esclusivi, massaggi neonatali e lune giganti. Una scarpa (ovviamente vintage) nel mondo andato, un’altra, d’ultima generazione, in quello contemporaneo. Una miscela emozionante che regala a tutti il gusto di una raffinatezza cucita su se stessi, ad personam, direbbero le elite. Giovanissimi ed agés, tutti insieme appassionatamente a godere di esperienze, di emozioni forti che andavano ben oltre la curiosità se pur professionale per l’ultimo modello di poltrona o di tavolo. Non si è levato un inno al passato, ma si è goduto di ciò che emoziona nel profondo suscitando ricordi, curiosità, autoidentificazione. Gli oggetti in mostra parlavano di vita vissuta o da viversi con una dimensione molto personale. Il pubblico ha premiato il fuori salone vintage perché sottolineava la capacità degli oggetti di adattarsi alle persone, senza intimorire lo spettatore che si è sentito coinvolto, ha potuto ricondurre gli oggetti ad immagini di film, della propria vita o addirittura ipotizzarne l’uso nella propria casa. Pare poco? Non lo è affatto. Questa è interpretazione, signori. Il segreto del fuori salone design è stato proprio questa capacità del design un po’passatello di suscitare emozione. In un momento storico dove si tende ad appiattire, semplificare, omologare, la produzione in serie di anni andati ha fatto rifiorire le emozioni dei singoli individui. Evidentemente ha soddisfatto un bisogno.