Al via la sperimentazione con i braccialetti sanitari elettronici a Longobucco, piccolo centro di montagna nel Cosentino. Si tratta del primo esperimento del genere in Italia. Attraverso il braccialetto collegato all’App sul cellulare, il medico può visualizzare e monitorare i parametri vitali del paziente in qualsiasi momento e, soprattutto, ricevere eventuali segnali di allarme, che vengono trasmessi anche all’ambulatorio, consentendo di intervenire tempestivamente. Un approccio “visionario”, secondo il coordinatore della Cardiologia dell’Asp di Cosenza, Giovanni Bisignani che, in un video, parla di “modello che deve essere necessariamente esportato in tutte le aree rurali della Calabria”. Per i cittadini di Longobucco, così come di altri paesi delle aree interne, dove il pronto soccorso più vicino dista anche più di 40-45 minuti, si tratta di un modo innovativo di “erogare assistenza sanitaria quando le distanze costituiscono un fattore critico”. “Il valore di questo device – aggiunge il dottor Bisignani – non è il device in sé, è che c’è qualcuno dall’altro lato che osserva”.






































