Salute, asse Federico II-Ceinge: in Campania un pannello multigenico per i pazienti con epilessia

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(foto da Pixabay)

Un’importante novita’ per i pazienti del Centro di Riferimento Regionale per l’Epilessia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, guidato da Leonilda Bilo: sara’ possibile, infatti, grazie alla collaborazione tra Federico IICEINGE-Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore, effettuare un’indagine genetica con tecniche di Next Generation Sequencing (NGS). In particolare, con l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, nei laboratori del CEINGE sara’ sequenziato il DNA dei pazienti allo scopo di individuare, su un pannello di circa 400 geni-malattia correlati all’epilessia, le mutazioni genetiche specifiche che causano loro la malattia. L’epilessia e’ una delle patologie piu’ diffuse al mondo – si stima che nella sola Regione Campania vi siano circa 50.000 soggetti affetti. In base agli studi piu’ recenti le alterazioni cromosomiche sono considerate tra le principali cause genetiche. Le moderne tecniche di indagine hanno permesso, infatti, di individuare in piu’ del 30% dei casi anomalie a carico del genoma. “Le tecniche d’indagine genetica hanno assunto una grande importanza nella diagnostica dell’epilessia ed hanno un ruolo significativo nella diagnosi precoce e nella definizione accurata della sindrome epilettica permettendo cosi’ di prevederne la prognosi, di affrontare un piu’ corretto counseling familiare ed in alcuni casi di intraprendere scelte terapeutiche piu’ mirate”, sottolinea la prof.ssa Bilo. Nasce da qui la cooperazione tra il Centro di Epilessia federiciano ed il CEINGE: “Con Gabriella De Vita, genetista – spiega Lucio Pastore, biochimico ed esperto di terapia genica e cellulare per malattie genetiche ereditarie ed acquisite – abbiamo strutturato un pannello multigenico per l’epilessia tra i piu’ ampi sul territorio nazionale”. “L’epilettologo, dopo aver valutato il paziente clinicamente e con gli esami ritenuti piu’ opportuni concorda con il genetista, caso per caso, il piano delle indagini genetiche piu’ appropriate da far praticare al paziente. In questo modo, si incidera’ positivamente sulla qualita’ della vita di migliaia di persone con epilessia e dei loro familiari. Grazie a diagnosi piu’ tempestive e a possibili terapie piu’ mirate si rendera’ piu’ efficace l’assistenza”, aggiunge la prof.ssa Bilo. Un passo importante nel percorso della diagnostica genetica nelle persone con epilessia, realizzato grazie al Tavolo di Lavoro per la definizione del percorso clinico-assistenziali sull’epilessia istituito dal Direttore Generale Anna Iervolino e coordinato dalla Paola Magri, dirigente medico della direzione strategica aziendale.