Salvini rafforza l’asse con Le Pen

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Roma, 8 ott. (AdnKronos) – “Questo non è un incontro elettorale”. Non è servita a molto la premessa che Matteo Salvini ha fatto, iniziando a parlare nella sede dell’Ugl, di fronte alla ex roccaforte del Pci di via delle Botteghe Oscure, nel centro di Roma. Il leader della Lega, con al fianco Marine Le Pen, capo dell’ex Front National, ora Rassemblement National, non ha potuto tenere le carte coperte più di tanto, perché il tema, ormai, è il voto del prossimo maggio per la Ue.

“Io sono autonomista e sovranista, non posso imporre una lista comune in paesi diversi”. Ma per Salvini, quello del governo dell’Europa (“dopo le vittorie ci ritroveremo a Bruxelles”) è la partita più importante, su cui passa anche la tenuta del governo gialloverde, vista la tensione attuale tra Roma e la Ue. I nodi da sciogliere sono tanti: intanto perché candidati ‘autonomisti’ e ‘sovranisti’ – dall’Ungheria alla Svezia, alla Germania trovano posto in famiglie europee diverse – popolari, liberali e euroscettici. E tirare fuori un nome comune per guidare la nuova Ue, quella che per Salvini nascerà alla “fine di una rivoluzione di buon senso che inevitabilmente sta percorrendo l’Europa e non solo”, non è compito facile.

Salvini ribadisce la linea comune con l’alleata francese: “Lavoriamo” da tempo “a un progetto comune dell’Europa futura”, ha spiegato, mentre la leader della destra francese annuiva. “Questo Fronte della libertà lavorerà per avere un progetto comune, un’idea di futuro comune” che valga per “i prossimi 30 anni” un lavoro da fare “se possibile, anche con candidati comuni, ma lasciando la libertà ai singoli Paesi, popoli e governi”. “Il capo dei sovranisti italiani è ormai riconosciuto come capo dell’alleanza a livello europeo – sottolineano a fine incontro fonti del Carroccio a Bruxelles – l’incontro con la Le Pen, che arriva a Roma, ne è la plastica dimostrazione”.

Un riconoscimento perché “è ormai lui il punto di riferimento europeo, come riconoscono in tanti anche a Bruxelles”. Che spinge qualcuno ad affermare come “sia matura l’ipotesi di provare a tirare fuori un nome italiano per la candidatura ‘sovranista’ a Bruxelles”.

Tra i profili valutati positivamente, spiegano le stessi fonti Ue “ci sarebbe di sicuro Jimmie Akesson” il giovane leader dei democratici svedesi, che ha appena raccolto il 18% dei consensi in una delle patrie europee della socialdemocrazia. Ma “un nome come quello di Paolo Savona, attuale ministro del governo gialloverde italiano potrebbe essere spendibile se le urne determineranno una svolta netta in senso populista”.

“L’unica esclusione che faccio a priori è con i socialisti”, ha ancora detto oggi Salvini, parlando delle alleanze dopo il voto per decidere i posti di comando. Che ha concluso il suo intervento con l’invito al partito popolare europeo, in vista del congresso del prossimo novembre, a prendere le distanze dalla sinistra. Poi il pranzo con la Le Pen, per proseguire il discorso, in vista del voto di fine maggio.