Salvio Palma confermato nel Cda della Cassa Dottori Commercialisti

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in foto Salvatore Palma

Salvio Palma è stato confermato per la seconda volta tra i componenti del Consiglio di amministrazione della Cassa Dottori Commercialisti, l’ente che si occupa di previdenza e assistenza a favore di questa categoria di professionisti. Dottore commercialista dal 1988 e revisore contabile dal 1992, Palma è da sempre impegnato nel mondo istituzionale e della formazione.
Assessore al bilancio, finanza e programmazione del comune di Napoli dal 2012 al 2017, è stato negli anni presidente del collegio dei revisori del comune di Napoli (2010-2012) e docente di Contabilità pubblica presso il dipartimento di economia dell’università degli studi di Napoli Federico II. È amministratore unico della Napoli Servizi SpA, società interamente partecipata dal Comune di Napoli. A livello nazionale, la sua carriera all’interno di Cassa Dottori Commercialisti comincia nel 2008, come delegato all’Assemblea, carica che mantiene per due mandati fino al 2016 per poi diventarne Consigliere di Amministrazione, ruolo confermato anche nell’ultima tornata elettorale fino al 2024.“In questo nuovo mandato – ha spiegato Salvio Palma – l’intenzione è quella di portare a termine le riforme avviate per rafforzare il contributo della Cassa Dottori Commercialisti alla crescita professionale degli iscritti, facilitando le aggregazioni e la fase di ‘start up’ dei giovani dottori commercialisti, attraverso la costituzione di veri e propri ‘hub’ della professione. Altro obiettivo è quello di incrementare il welfare per l’intera categoria degli iscritti, pari a circa 70.000, attraverso forme di facilitazioni in grado di andare incontro ai bisogni sia professionali che familiari. Sensibile ai bisogni del mezzogiorno proseguirò nel mio sforzo per trovare soluzioni che possano ridurre il forte gap economico dei colleghi della mia regione, la cui media reddituale è ben al di sotto dei quella nazionale”. Per i 3.897 iscritti napoletani alla Cassa Dottori Commercialisti che rappresentano il 54% del totale di iscritti a livello regionale, infatti, il reddito medio nel 2019 è stato pari a 35.851 euro con una differenza rispetto alla media italiana di oltre il 45% in meno, gap che si fa ancora più ampio nel caso del volume d’affari che per i professionisti napoletani risulta essere inferiore del 49,6% rispetto alla media nazionale.