San Michele, dalla cardiochirurgia alla Tavi: a Genova le nuove frontiere dell’anestesia locoregionale

Tre tecniche innovative per ridurre l’invasività delle procedure, limitare il ricorso all’anestesia generale e migliorare il comfort del paziente. È su questo terreno che la casa di cura “San Michele” di Maddaloni, in provincia di Caserta, porta la propria esperienza al 31° Congresso Nazionale ESRA Italian Chapter, in programma ai Magazzini del Cotone di Genova dall’8 al 10 ottobre.

A rappresentare la struttura sarà Giuseppe Sepolvere, responsabile del Servizio di Anestesia e Terapia Intensiva Cardiochirurgica della “San Michele”, tra i protagonisti dell’appuntamento scientifico dedicato all’anestesia locoregionale.

Il contributo della struttura campana si concentra sull’applicazione di tecniche locoregionali alla cardiochirurgia e alle procedure cardiologiche interventistiche, ambiti nei quali queste metodiche stanno aprendo nuove possibilità di trattamento.

Tre, in particolare, le procedure al centro della sessione scientifica congiunta ESRA Italia-ITACTA, nata dalla collaborazione tra la European Society of Regional Anaesthesia & Pain Therapy e la Società Italiana di Anestesia e Terapia Intensiva Cardio-Toraco-Vascolare.

La prima riguarda l’impiego del blocco ESP, Erector Spinae Plane, nelle procedure TAVI, l’impianto valvolare aortico transcatetere. L’obiettivo è ridurre il livello di sedazione necessario, mantenendo al tempo stesso un adeguato controllo del dolore e un maggiore comfort per il paziente.

La seconda frontiera è il blocco del nervo glossofaringeo nelle procedure MitraClip. Nei pazienti selezionati, questa tecnica può favorire l’esecuzione dell’intervento in sedazione e in respiro spontaneo, evitando l’intubazione.

Il terzo ambito riguarda il blocco del ganglio stellato nella gestione della fibrillazione atriale, con applicazioni che vanno dalla cardiochirurgia alla terapia intensiva.

“Si tratta tre procedure estremamente innovative – spiega Sepolvere – Considerando TAVI, MitraClip e aritmie, l’anestesia locoregionale apre nuove prospettive anche nell’ambito della cardioanestesia e delle procedure cardiologiche strutturali”.

Particolare attenzione viene riservata alla MitraClip, procedura mininvasiva transcatetere utilizzata per riparare la valvola mitrale senza aprire il torace. “L’impiego del blocco del nervo glossofaringeo bilaterale per facilitare l’ecocardiografia transesofagea durante la MitraClip in respiro spontaneo è una possibile alternativa all’anestesia generale in pazienti selezionati”, sottolinea Sepolvere.

Un altro fronte è quello delle aritmie. “L’utilizzo del blocco del ganglio stellato nell’ambito della gestione di alcune aritmie, tra cui la fibrillazione atriale, è una problematica frequente nei pazienti critici cardiochirurgici”, aggiunge il cardioanestesista.