Sandro Petrone riceve il titolo di Ambasciatore della Pace

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In foto Sandro Petrone

Sarà Sandro Petrone, giornalista Rai, inviato di guerra e testimone diretto dei conflitti più “crudi” che hanno attraversato il secolo scorso ed anche questo, a ricevere, sabato 4 agosto, nel corso della serata finale della XXIX edizione del “Festival internazionale delle Torri,  il titolo  di “Ambasciatore di Pace”, riconoscimento internazionale che ogni anno l’Ente culturale ed educativo Sbandieratori Cavensi assegna ad un personaggio che si è particolarmente distinto nel divulgare, attraverso il suo lavoro, il messaggio di pace e di fratellanza. Testimone “diretto” del nostro tempo, uomo che ha descritto, con professionalità più unica che rara, le guerre che hanno e stanno devastando il mondo, raccontando nei suoi servizi, le immagini, dure, di posti che sono o sono stati devastati dalle guerre, non ha mai mancato di sottolineare il difficile, ma importante processo di pace,richiamando le nazioni e gli uomini alle loro responsabilità. Il giornalismo, e la musica sono stati il suo lavoro ed il suo hobby, e quasi sempre, dopo lunghi periodi di lavoro in posti in cui la guerra era ed è la normalità, ha scritto alcune canzoni  di una struggente  bellezza,  come “Torno a casa blues” dedicata agli inviti di guerra o “Ground Zero Ballad” dedicata alla distruzione delle “Twin Tower” a New York, in quel tragico 11 settembre 2001. Docente di comunicazione di massa e di giornalismo (la Sapienza, Scuola di giornalismo di Perugia, Iulm), scrittore e autore, esordisce diciottenne come copywriter nell’azienda di famiglia, Octa Marketing e comunicazione (Assap-Assocomunicazione), nella quale dà poi vita al settore audiovisivo. Dopo gli studi giuridici, gli esordi in pubblicità, nelle prime emittenti private e a Radio Rai, Petrone si è specializzato in comunicazione. Come inviato (primo italiano a trasmettere dal Kuwait liberato, ex Jugoslavia, Kosovo, Iraq, Libano, Attentati dell’11 settembre in Usa, attentati dell’11 marzo a Madrid, Iran, Afghanistan, Libano, Libia) è stato anche il primo giornalista italiano a coprire grandi eventi adoperando una propria telecamera (Guerra del Golfo, crollo dell’URSS, Guerra in Jugoslavia). Ha lavorato nelle sedi di corrispondenza di New York, Londra, Parigi, Mosca. Segue dal 1992 le elezioni presidenziali americane, con lunghe permanenze negli Stati Uniti.Autore di programmi, nel 1982 è stato tra i realizzatori di Rai Radiosoftware di RaidioTre, la prima trasmissione d’Europa a comunicare con i computer via etere e a stabilire un circuito interattivo con gli ascoltatori. Autore di documentari, nel 1988 ha vinto il premio Federchimica con un’inchiesta sulle fabbriche a rischio. Nel 1994, in un reportage dietro le quinte della prostituzione, ha rivelato la radicale trasformazione del mercato del sesso in Italia. Segnalati anche i dossier sull’Iraq, l’Iran, l’11 settembre, i musicisti italiani negli Stati Uniti.Nel 1993 con il programma Antennopolis in sette puntate ha fotografato lo stato della televisione -e in particolare dell’informazione tv- in Italia al giro di boa di Tangentopoli.