Sanità, in molte Regioni servizi a rischio: il Sud più colpito da taglio spesa pubblica

32

Se continuerà la contrazione degli investimenti nel settore sanitario e la riduzione della spesa dei cittadini, in alcune Regioni si andrà incontro al rischio di non riuscire a fronteggiare i bisogni Se continuerà la contrazione degli investimenti nel settore sanitario e la riduzione della spesa dei cittadini, in alcune Regioni si andrà incontro al rischio di non riuscire a fronteggiare i bisogni della popolazione. E’ quanto emerge dal rapporto Oasi 2013, presentato questa mattina all’università Bocconi di Milano dal Cergas, il centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale. Il Rapporto Oasi 2013 ribadisce la natura “sobria” del sistema sanitario italiano che presenta una spesa pubblica pro capite di 2.419 dollari a parità di potere pro capite. Il dato italiano, nettamente più basso di quello francese (3.133), tedesco (3.318) e britannico (2.747), mostra un disavanzo in forte diminuzione a 1,04 miliardi di euro nel 2012 (-17,3% rispetto all’anno precedente), il che equivale allo 0,9% della spesa sanitaria pubblica corrente. Campania: si riduce il disavanzo I risultati “sono notevoli” soprattutto nelle regioni soggette a piani di rientro: il disavanzo della Campania, nel 2012, è un decimo di quello del 2005, quello del Lazio un quinto e quello della Sicilia è sostanzialmente azzerato. La spesa maggiormente penalizzata, sottolinea il Rapporto, quella dedicata agli investimenti, che si attesta a 59 euro pro capite nella media nazionale, ma con una forte variabilità:: dai 111 euro dell’Emilia Romagna ai 20 euro della Calabria. Le Regioni del sud sono sistematicamente al di sotto della media nazionale. Gap Nord-Mezzogiorno Ad aggravare ulteriormente la situazione è il fatto che la contrazione della spesa pubblica non è compensata da un aumento di quella privata che, invece, segue il ciclo economico e il reddito disponibile dei consumatori. Anche in questo ambito, il Rapporto Oasi riscontra una forte disparità tra le diverse Regioni: la media italiana è di 463 euro pro capite, con una situazione che passa dai 707 euro del Trentino alto Adige ai 239 della Campania; ad occupare le ultime posizioni sono le Regioni meridionali. La condizione che si va delineando è l’assenza di una correlazione tra la spesa sanitaria privata e la qualità e la quantità di quella pubblica: nelle Regioni più ricche e con la migliore sanità si spende di più anche per quella privata a pagamento. Il rischio nelle Regioni pù povere è, dunque, quello dell’undertreatment, ovvero dell’impossibilità’ di far fronte alle necessità sanitarie della popolazione. Si allungano i tempi di pagamento Tra le soluzione messe in atto fino ad ora la più praticata è l’allungamento dei tempi di pagamento: in media, in Italia, i farmaci sono pagati a 236 giorni e le attrezzature a 274, con un calo di circa 20 giorni registrato a metà 2013 rispetto a metà 2012. Anche in questo caso la situazione varia molto in base alla Regione: per le attrezzature si spazia dagli 83 giorni della Val d’Aosta, ai 929 della Calabria, mentre per i farmaci dai 75 del Trentino al 797 del Molise. Le situazione piu’ complicate riguardano ancora una volta il sud, in particolare Campania, Calabria, Molise; ma è da tenere monitorata anche la condizione di Piemonte, Puglia e Veneto.