Sanità, meno morti per inefficienze
Ma il Mezzogiorno è ancora indietro

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La mortalità evitabile, quella dovuta all’inefficienza del servizio sanitario, è in calo negli ultimi anni, anche se le regioni del Sud rimangono sopra la La mortalità evitabile, quella dovuta all’inefficienza del servizio sanitario, è in calo negli ultimi anni, anche se le regioni del Sud rimangono sopra la media nazionale. Lo afferma il rapporto Osservasalute 2014 realizzato dall’Osservatorio sulla Salute delle regioni e presentato oggi a Roma. Secondo i dati del rapporto dal 2006 al 2011 a livello nazionale si è assistito a una riduzione del tasso di mortalità evitabile passato dall’80,87 (per 100.000) del 2006 al 74,92 (per 100.000) del 2011. La mortalità riconducibile ai servizi sanitari è inferiore al valore nazionale (pari a 75,14 per 100.000) in 8 regioni: Lombardia, PA di Bolzano, PA di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Valori significativamente superiori al dato nazionale si registrano, invece, in Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. Il sistema, avvertono gli autori, rischia però di essere travolto dall’aumento dei malati cronici determinato dall’invecchiamento della popolazione e dalla scarsa prevenzione. “I modelli di previsione della Ragioneria Generale dello Stato – spiega Alessandro Solipaca, Segretario scientifico dell’Osservatorio – testimoniano che l’invecchiamento della popolazione comporterà un aumento di spesa sanitaria, infatti questi prevedono che la quota di spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil raggiungerà il 7,5% nel 2035, superiore di mezzo punto a quella odierna attestata al 7,0%“. A questo si aggiunge, continua Solipaca, il fatto che “l’invecchiamento acuirà il problema della spesa per l’assistenza agli anziani. Attualmente il peso grava in parte sulle spalle delle famiglie, ma in futuro questo diverrà insostenibile, sia dal punto di vista economico sia da quello sociale“.