Sanità, a Napoli giurano 700 nuovi medici ed odontoiatri. Fico: Ora fondi per le assunzioni

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L’intelligenza artificiale cambia la medicina, il Servizio sanitario nazionale cerca nuovi equilibri e migliaia di giovani professionisti si interrogano sul proprio futuro. A Napoli, il Giuramento di Ippocrate dei nuovi medici e odontoiatri è diventato anche il luogo di un confronto sulle fragilità e sulle prospettive della sanità campana.

A Città della Scienza, 700 tra medici e odontoiatri hanno pronunciato il tradizionale “lo giuro” davanti alle principali istituzioni cittadine e regionali. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il cardinale Mimmo Battaglia e i rettori degli atenei campani: Matteo Lorito per la Federico II, Marcellino Monda in rappresentanza di Gianfranco Nicoletti per la Vanvitelli, Paola Villani in vece di Lucio d’Alessandro per la Suor Orsola Benincasa e Antonio Garofalo per la Parthenope.

Ad aprire l’evento sono stati due giovani distintisi nel percorso universitario: la dottoressa Federica Di Gennaro e l’odontoiatra Pasquale Fraudatario, ai quali è stata affidata anche la lettura del testo del giuramento.

Tra i temi in discussione anche la preoccupazione di molti nuovi medici per una professione attraversata da trasformazioni profonde: dall’ingresso dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica al tema delle aggressioni contro il personale sanitario, fino alla necessità di creare condizioni di lavoro capaci di trattenere in Campania le competenze formate nelle università del territorio.

A margine della cerimonia, Roberto Fico ha annunciato nuove risorse destinate alla sanità regionale, rivendicando l’uscita della Campania dal piano di rientro. “Adesso possiamo programmare normalmente e fare investimenti anche sulle assunzioni, avendo aumentato il tetto di spesa per le aziende sanitarie”, ha dichiarato.

Secondo il presidente della Regione, le Asl potranno contare su 62 milioni di euro aggiuntivi destinati esclusivamente alle assunzioni, mentre altri 98 milioni saranno utilizzati per rafforzare la sanità territoriale, ancora una volta con fondi vincolati al personale.

Fico ha inoltre spiegato che la Regione sta certificando le Case di comunità operative e punta sul potenziamento della medicina di prossimità e della telemedicina, con servizi di telelettura degli esami e telediagnosi. Un’attenzione particolare, ha aggiunto, resta rivolta alle aree interne, dove la domanda di assistenza continua a crescere.

“Il vecchio piano ospedaliero non includeva le Case di comunità”, ha sottolineato Fico, “oggi siamo già in una nuova fase”.