Sanità, De Luca: entro maggio i contratti con cliniche e laboratori privati

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Siamo alle prese con un’emergenza, dobbiamo chiudere i contratti con le strutture private accreditate. Su questo ci siamo dati una scadenza, la contrattualizzazione con cliniche e laboratori non arriverà oltre il mese di maggio“. Lo annuncia il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una conferenza stampa a palazzo Santa Lucia. “Anche qui, dovremo superare questa abitudine incivile di fare i contratti due anni dopo il lavoro svolto dalle strutture private. Ci concentreremo sui centri di riabilitazione per disabili che hanno avuto tagli dell’11%, un taglio che per me deve essere eliminato perché insostenibile. Nel collegato alla legge finanziaria della Regione Campania approveremo una misura che prevede di destinare i fondi per i disabili direttamente alle strutture ad hoc. In Regione – aggiunge – abbiamo destinato 14 milioni di euro alle disabilità ma per un meccanismo contorto, di demenzialità burocratica, queste risorse andavano ai piani sociali di zona con le risorse che sarebbero arrivate a che non ne ha davvero necessità“.

Il governatore spiega ancora: “Alla fine del mese di marzo presenteremo il nostro piano ospedaliero regionale. Ogni territorio avrà un proprio presidio seguendo i criteri della ragionevolezza. Non ci saranno Dea di secondo livello dovunque. Non avalleremo la chiusura di ospedali come previsto nel decreto 49 approvato dalla giunta Caldoro il 27 settembre 2010 ma preparato dalla giunta precedente. L’unica cosa fatta in questi anni è stata chiudere gli ospedali, riapriremo il Maresca di Torre del Greco e gli ospedali di Pagani, Cava De’ Tirreni, Sant’Angelo dei Lombardi e rivalorizzeremo il polo di riabilitazione Da Procida di Salerno“.

De Luca annuncia poi la nascita di “un ufficio ispettivo che controllerà tutto, un nucleo serio e non finto come lo era l’Arsan. Formalizzeremo le nomine entro una settimana o dieci giorni, al lavoro 20 persone divise in quattro gruppi da cinque esperti. Controlleranno in modo rigoroso ma non oppressivo, eviteremo gli sprechi e le duplicazioni e tutto quello che c’è da verificare affinché le strutture campane diventino luoghi di eccellenza anche per i bilanci e l’uso rigoroso delle risorse”. Questo perché “in Campania avevamo una caratteristica, nessuno controllava niente. La Corte dei Conti ci ha fatto rilevare una moltiplicazione illegale di primariati, costo, di cui dovremo rispondere, 16 milioni di euro l’anno buttati dalla finestra. Queste porcherie non succederanno più“.