Sanità, M5S firma interrogazione al Senato: Perché manca il pronto soccorso al Policlinico della Federico II?

142
in foto il II Policlinico di Napoli

Il gruppo al Senato del Movimento Cinque Stelle attraverso i suoi componenti Pirro, Gaudiano, Vanin, Croatti, Naturale, Romano, Vaccaro, Ferrara, Trentacoste, Presutto, Pavanelli Gallicchio, Donno ha presentato un’interrogazione ai ministri della Salute e dell’Università e della Ricerca per sapere “se non si ritenga indispensabile ed urgente disporre l’attivazione di un servizio di pronto soccorso presso la cittadella universitaria del policlinico ‘Federico II’ di Napoli”. I senatori del M5S chiedono anche “quali siano i motivi per cui il progetto non trovi accoglimento da parte dei vertici aziendali dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II” e “non si forniscano risposte alle ripetute richieste avanzate dal presidente della scuola di medicina e chirurgia” del medesimo ateneo. Chiare le premesse che hanno sollecitato l’attenzione dei parlamentari Cinque Stelle. “E’ emersa una grave sottodotazione dei servizi di emergenza nell’area urbana di Napoli, che provoca un insostenibile sovraffollamento dell’ospedale ‘Cardarelli’, come pure di altri nosocomi cittadini”, scrivono. “Il policlinico universitario, nonostante l’ampiezza dell’offerta, non dispone di un servizio di pronto soccorso e dunque non vi è possibilità di accesso diretto per gli ammalati (fatta eccezione per il solo pronto soccorso ostetrico e per gli accessi disciplinati dalla centrale operativa cardiologica per il laboratorio di emodinamica); è questa un’eccezione unica in Italia – sottolineano – in quanto anche l’azienda ospedaliera universitaria ‘L. Vanvitelli’ sta attrezzando il pronto soccorso. La circostanza è ancor più incomprensibile alla luce del fatto che la pandemia ha evidenziato che i professionisti sanitari necessitano di una formazione pratica all’emergenza”.

Il placet del Consiglio della Scuola di Medicina e Chirurgia

“Inoltre, il consiglio della scuola di medicina e chirurgia della Federico II ha deliberato la necessità dell’attivazione presso il policlinico del pronto soccorso al fine di recepire le esigenze di formazione indispensabili per la sostenibilità dei corsi di laurea di area sanitaria e di specializzazione nonché al fine di integrare l’offerta di prestazioni sanitarie della struttura e rispondere alla domanda di emergenza della cittadinanza, approvando la realizzazione di un progetto dal costo complessivo di circa 6 milioni di euro (delibera 22 marzo 2021), finanziabile con le risorse assegnate all’azienda dalla citata delibera di Giunta n. 378 del 2020 (circa 9 milioni di euro con gara già vinta e progetto già depositato)”, aggiungono i senatori.

La pandemia ha aggravato una domanda di salute inevasa

“La pandemia – fanno notare i parlamentari del M5S – ha evidenziato come le strutture di ricovero dovranno saper rispondere all’emergenza o all’altissima specialità, ma soprattutto come la formazione dei futuri professionisti della sanità non può non tener conto di un’importante fetta di attività pratica emergenziale; non è oggi più concepibile avere un policlinico universitario senza pronto soccorso; la normativa vigente richiede la presenza del pronto soccorso per la sostenibilità dei corsi di laurea e delle scuole di specializzazione (20 scuole di specializzazione rischiano la chiusura, senza il pronto soccorso nella struttura di sede); è chiara la volontà del consiglio della scuola di medicina dell’università Federico II di dotarsi di una struttura di pronto soccorso”.

Personale sottodimensionato ma reclutamento fermo

I senatori del Movimento Cinque Stelle si chiedono anche “perché la Federico II, a differenza delle altre aziende sanitarie campane, non proceda né al reclutamento né alla stabilizzazione dei precari del personale sanitario, vista la carenza di risorse umane necessarie a rispondere al crescente bisogno di salute della popolazione, e visti gli ingenti stanziamenti di risorse destinati a tal fine per far fronte all’emergenza pandemica”. Chiedono inoltre di sapere “quali siano le ragioni per cui il piano delle assunzioni non sia stato presentato alla Regione nel 2019, con grave nocumento al reclutamento stabile, e perché in piena pandemia si siano effettuati lavori non necessari di abbellimento della direzione generale, quando manca personale e presidi per l’assistenza, utilizzando fondi destinati alla manutenzione degli impianti; come mai i vertici dell’azienda non abbiano rispettato il protocollo di intesa, in quanto non hanno messo in essere la giusta interazione con la scuola di medicina per la gestione dell’assistenza necessaria per la didattica e la ricerca”.

Chiesto il commissariamento dei vertici aziendali 

“Se non si ritenga estremamente grave aver trascurato i requisiti necessari al funzionamento del corso di laurea in medicina e chirurgia, nonché di numerosi corsi di laurea delle scuole di specializzazione dell’università Federico II, una delle università statali più antiche d’Italia con una lunga storia in ambito medico e scientifico, che in pochi anni ha visto ridursi i corsi di specializzazione accreditati perdendo interi settori disciplinari che fino a pochi anni fa erano vere e proprie eccellenze; se non si ritenga indispensabile un avvicendamento ad horas dei vertici aziendali dell’azienda sanitaria Federico II, preceduto, nelle more della sua attuazione, da idoneo commissariamento al fine di evitare ulteriore nocumento al complesso delle attività integrate di assistenza, didattica e ricerca”.