Sanità, presidio di protesta del Pci-Ml al Rizzoli di Ischia

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In foto l'ospedale Rizzoli di Ischia

A Lacco Ameno (Ischia) all’esterno dell’ospedale Anna Rizzoli, è in corso un sit in di protesta indetto dal Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista “contro i disservizi che da alcune settimane si registrano all’interno della struttura sanitaria isolana dove negli ultimi giorni sono stati anche sospesi gli interventi chirurgici programmati a causa della carenza di anestesisti-rianimatori”, secondo quanto riferiscono i promotori. “A causa delle responsabilità politiche del governo nazionale, del ministro della sanità, della giunta regionale della Campania, dei sindaci e delle amministrazioni locali appartenenti al potere politico di centro, centrodestra e centrosinistra – ha dichiarato Domenico Savio, segretario generale e consigliere comunale di Forio del PCIM-L – l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno versa in uno stato comatoso da codice rosso. A creare disservizi c’è anche la carenza di personale medico e paramedico e a causa dell’insufficiente numero di posti letto, spesso i malati vengono ricoverati nei corridoi sulle barelle. La situazione è ormai al limite e così come lo sono gli utenti, anche i medici, gli infermieri e il personale di servizio sono vittime dei disagi, a volte disumani, a cui sono sottoposti per tali disservizi e troppo spesso non gli vengono riconosciuti neppure i diritti sanciti dalla legge e dal contratto di lavoro della categoria”. Stamattina – ha concluso Savio – chiediamo con forza al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al suo assessore alla sanità un intervento ad horas che ripristini e potenzi tutte le attività di degenza, chirurgiche, diagnostiche e di laboratorio dell’Ospedale Anna Rizzoli dell’isola d’Ischia dotandolo rapidamente del personale medico e paramedico necessario e di quant’altro occorre per garantire il pieno diritto costituzionale alla salute delle popolazioni locali e delle presenze turistiche. I soldi fatti pagare alla collettività ci sono, basta solo non continuare a sperperarli e spenderli per garantire il pieno diritto alla salute dei campani”.