Sanità, Ricciardi (Iss): Napoli come la Romania, aspettative di vita peggiori che nel resto d’Europa

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in foto Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di Sanità

“Oggi nascere nel meridione d’Italia significa nascere nelle parti del continente europeo piu’ derelitte, perche’ di fatto quelle regioni sono quelle che hanno gli indicatori di aspettativa di vita peggiori d’Europa”. Non lasciano dubbi interpretativi le parole di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanita’, intervistato da Riccardo Iacona per la puntata di ‘Presadiretta’ intitolata “Medici in prima linea”, in onda lunedi’ 22 gennaio alle 21.20 su Rai3. “E’ un divario originato nel 2001 con il cambiamento del Titolo V della Costituzione – continua Ricciardi – che di fatto ha dato alle regioni la quasi esclusiva potesta’ di organizzare e di gestire”. Il divario tra Nord e Sud “e’ aumentato in questi quindici anni. Oggi una persona che nasce in Campania, Sicilia o in Calabria, regioni con meno servizi, ha un’aspettativa di vita fino a quattro anni inferiore”. E al Sud aumenta anche il tasso di ospedalizzazione, il che vuol dire che “la persona che potrebbe essere curata benissimo a casa va in ospedale quando e’ troppo tardi”. E’ come se vivessimo in due Paesi. I cittadini del Sud vivono in un Paese e i cittadini del Nord vivono in un altro Paese”. Un divario che in un quindicennio ha cambiato radicalmente l’aspettativa di vita: “Oggi la peggiore zona in cui nascere e’ l’area metropolitana di Napoli. Nei confronti dell’Europa, dell’europeo medio, ha un gap di aspettativa di vita che arriva quasi a otto anni”. Dati vicini alla media della Bulgaria o della Romania, mentre i dati delle regioni del Nord sono vicini alla Svezia. “La Bulgaria e la Romania partivano da dati peggiori, ma sono migliorate, mentre quello che e’ successo nelle regioni italiane e’ che di fatto hanno perso tutti i guadagni in aspettativa di vita maturati nel secondo dopoguerra”.