Sannio, il dramma degli agricoltori. Scanavino (Cia): Subito un fondo di emergenza nazionale

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Nell’area del Sannio non si potrà produrre vino per i prossimi cinque anni. Azzerati, per questa annata produttiva, i comparti di olio e ortofrutta. In questi giorni impossibile foraggiare gli allevamenti. Già si contano danni diretti per circa un miliardo di euro. Questo è il quadro drammatico della situazione dell’agricoltura nel beneventano, dopo la devastante ondata di maltempo che ha colpito l’area campana. Ha denunciare questo stato di disperazione è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, per voce del presidente nazionale Dino Scanavino, che domani venerdì 23 ottobre si recherà nelle zone alluvionate per chiedere il rinvio delle rendicontazioni per i “Piani di sviluppo rurale” delle aziende colpite, oltre a fare un appello al Governo per l’attivazione immediata del “Fondo di emergenza nazionale” per le calamità naturali. Ma gli agricoltori della Cia vanno oltre e inizieranno una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, rivolta sia agli agricoltori delle altre regioni che a tutti i cittadini italiani. Per questo è stata attivato un conto corrente dedicato #toccaanoi (#savesannio e #iostoconipiccoliagricoltori) per raccogliere donazioni da destinare direttamente alle aziende agricole che non hanno più possibilità di realizzare alcun reddito (IBAN IT94Z0538715000000002374190). Allo stato attuale – spiegano dalla Cia – ci sono ancora paesi completamente isolati, le stime dei danni provocati dal maltempo e dall’esondazione del Calore sono incalcolabili se si considera anche l’indotto che verrà completamente perso. La conta delle perdite è spaventosa: circa 4000 aziende agricole distrutte, 30 mila agricoltori colpiti.