Santa Maria di Portosalvo: non basta il restauro ci vuole afflato emotivo

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(fonte Wikimedia)

C’è qualcosa di nuovo in città. Nuovo ma antichissimo, dove la più avanzata tecnologia ha restituito quell’inconfondibile traccia identitaria che accomuna la gente che vive di mare e col mare. Poffarbacco, cosa ancora ci riserva questa Napoli sempre così sorprendente. L’imprenditore famoso che si arrovella, con magistrale capacità di guerrilla marketing, sulle eventuali possibiità di realizzare una pizza e venderla a poichi euro, potrebbe addirittura andare fuori di senno nel tentativo di carpire alla città e ai suoi abitanti il segreto del suo continuo rinnovarsi manenendo sempre intatta la propria matrice identitaria. Beh qui non c’è Pata Negra che tenga. Il prosciuttone iberico, tanto caro a chi si vende come intenditore, può tornare ai natii iberici lidi. Napoli si tiene la sua pizza e le sue continue sorprese. Un edificio singolare che fa da spartiacque tra via De Gasperi e via Colombo. Palesemente d’epoca antica, quando il livello di calpestio della città era almeno un metro più basso. L’edificio ha la facciata in stucco stile roccoco’. Il portale di piperno bugnato tradisce origini rinascimentali, e, insieme alla torre campanaria e alla cuspide in maioliche bicrome, segnala, senza dubbio, che proprio in mezzo alle due strade, contro il logorio della vita moderna, c’è una chiesa. Pochi ne avevano avuto sentore perché dalla fine degli anni settanta la chiesa fu circondata da ponteggi ed opere provvisionali e ben poco lasciò vedere ai passanti. Dopo aver resistito a terremoti, guerre mondiali, e ogni flagello possibile la chiesa era stata inglobata in un forziere di tubi in attesa di essere restaurata e riaperta al pubblico. Oggi, dopo tanti anni, è di nuovo aperta, e si può godere della struttura, delle opere in esso contenute, della sua storia. Nessun biglietto per l’accesso. Il visitatore, dopo aver girellato all’esterno per cercare di rintracciare il secondo ingresso, quello rivolto al mare, entra nella chiesa. In balia di un foglietto illustratore, può anche liberamente scegliere di lasciare un obolo per il restauro dei quadri contenuti nella chiesa. Effettivamente poco leggibili, perché anneriti dal tempo e dall’incuria, i quadri stanno. Conoscere autore e soggetto è un atto di fede per ciò che è scritto sul foglietto illustratore. Un po’ deluso il visitatore imbocca l’uscio e va. Tutto qui. Tuttavia. Meravigliosi i cartelloni che mostrano le fasi del restauro con nomi e cognomi degli operatori (per evitare che GLORIA manchi nell’aria). Tante le illustrazioni sulle tecniche impiegate dagli esperti per riportare a nuova vita l’edificio. Ottimo per chi si occupi di restauro. Bernardino Belladonna. La storia di questo pescatore che, quando la tempesta di mare travolse i suoi colleghi, le loro imbarcazioni e distrusse le loro case risucchiando in mare tutti i beni di quelli che vivevano a così pochi metri dal regno di Nettuno, fece un voto alla Madonna, ha un altissimo potenziale emotivo. Bernardino promise che, se avesse avuto salva la vita, avrebbe eretto alla Madonna di Portosalvo un santuario facendosi aiutare da tutte le famiglie di pescatori della zona. Un occasione persa di raccontare la storia e l’urbanistica di questa porzione di città in una area che, al pari del Mercato e degli Orefici, aveva una propria fortissima traccia identitaria legata al mare, alla pesca e alla solidarietà reciproca, legge inviolabile per i pescatori. All ’ingresso in chiesa, un audio con sovrapposti i rumori di un rosario recitato da tante persone e quello del mare in tempesta, donerebbe al visitatore il brivido iniziale e lo spingerebbe a cercare in quel luogo la storia e il mito. Solo allora anche l’intervento di restauro potrebbe avere uno spazio ed una gradevolezza, determinata dal rapporto empatico stabilitosi tra il pubblico e la chiesa ritrovata. Purtroppo l’opinione abbastanza diffusa è che se c’è una cosa bella, questa qualità basti a garantire pubblico e successo. Facile pensare di vivere di turismo. Bisogna andare oltre il modo di dire. Mumble. Ricavare ricchezza senza far pagare adeguato biglietto: impossibile. Arimumble: se al turista deve bastare un veloce giretto in una piccola chiesa, senza alcun coinvolgimento emozionale, come si può sperare che accetti di pagare un eventuale biglietto. Per godere della bellezza bisogna poterne comprendere l’afflato emotivo. Non è mai troppo tardi sosteneva il maestro che aiutò gli italiani ad alfabetizzarsi.