Sapa e Fca, nuove assunzioni grazie ai fondi europei

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In foto la sede di Sapa ad Arpaia (Benevento)
Si è appena concluso con successo il progetto di ricerca “PON Ricerca e Competitività” nell’ambito del quale Sapa ha partecipato come società capofila insieme a Fca, ottenendo ottimi risultati industriali e occupazionali. Il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 (PON “R&C”) è lo strumento attraverso il quale l’Italia contribuisce allo sviluppo della Politica di Coesione della Unione europea a favore delle proprie aree territoriali più svantaggiate.
In tale ambito, l’Unione europea e l’Italia hanno condiviso che una consistente quota delle risorse dei Fondi strutturali europei fosse destinata al sostegno delle attività di ricerca e innovazione nelle 4 Regioni dell’Obiettivo “Convergenza” (Puglia, Calabria, Sicilia, Campania), con l’obiettivo di farne motori di sviluppo sociale e economico.
Gli attori del progetto sono stati tre: il Centro Regionale di Competenze Nuove Tecnologia per le Attività Produttive, presso le sedi dell’Università di Napoli Federico II e l’Università di Salerno in qualità di organismo di ricerca, Fiat Group Automobiles quale grande industria che si occupa di progettazione di automobili e dei relativi componenti e Sapa che si occupa dello stampaggio ad iniezione e assemblaggio di articoli termoplastici per automobili.
Gli obiettivi, raggiunti con successo, hanno riguardato lo sviluppo di metodologie e tecnologie per la progettazione, la realizzazione e il controllo di componenti termoplastici ad alto contenuto tecnologico, per ottimizzare alcune proprietà di particolare rilievo per la qualità delle nostre vetture quali il tatto morbido (soft touch), la stabilità dimensionale dei componenti e la resistenza ai graffi tipici dei materiali plastici nelle automobili.
Il “fare sistema” tra centri di ricerca altamente qualificati e le aziende, insieme agli straordinari risultati ottenuti, hanno portato all’utilizzo delle nuove tecnologie sviluppate in una gamma di prodotti altamente innovativi, che avranno un impatto positivo verso la clientela finale e anche ambientale.
In foto un prodotto della Sapa per Maserati

La ricerca, infatti, si è concentrata soprattutto su materiali plastici di riciclo. Una parte delle risorse è stata dedicata alla formazione avanzata di personale di ricerca e tecnico specializzato, confermando la già presente propensione alla ricerca e all’innovazione tecnologica delle strutture coinvolte.
Non solo, oltre all’utilizzo del personale qualificato già in forza, sono stati coinvolti soggetti di elevato profilo professionale, laureati in materie ingegneristiche e chimiche, esperti in applicazioni di materiali polimerici: giovani ingegneri che sono stati assunti e oggi operano nel campo dell’R&D in Sapa.
In aggiunta l’acquisizione di nuove commesse ottenute anche attraverso le performance qualitative raggiunte attraverso lo sviluppo di nuovi materiali ha portato a un incremento del personale interno. Come confermano anche le parole di Giovanni Affinita, sales strategist e membro del consiglio d’amministrazione di Sapa: “Sapa è davvero orgogliosa di come si è concluso questo progetto di ricerca. Siamo orgogliosi di aver aggiunto al nostro reparto di Ricerca e Sviluppo nuovi e brillanti ingegneri presso il nostro headquarter ad Arpaia, in provincia di Benevento, con la previsione nel prossimo futuro di allargare ulteriormente l’organico. Abbiamo infatti creato un nuovo comparto aziendale – un unicum nel panorama industriale – chiamato “Ingegneria dell’innovazione”. Negli ultimi anni, infatti, Sapaè diventata sempre più azienda specialista di processi industriali per i componenti auto. Processi brevettati, il cui numero raddoppia di anno in anno. L’ultimo, in ordine temporale, ma il più importante è il processo One-Shot, che ci consente di produrre componenti complessi in una sola isola produttiva, con un solo macchinario. Un deciso risparmio di costi, tempi, impatto ambientale per i nostri clienti. La sinergia con Fca e gli altri centri di ricerca è stata molto importante con ricadute occupazionali che fanno guardare con coraggio al futuro anche del Mezzogiorno.”

In foto Giovanni Affinita