Sapienza-Inail, master per professionisti sicurezza sul lavoro

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Roma, 28 nov. (Labitalia) – Al via il nuovo master interfacoltà di II livello Sapienza-Inail ‘Gestione integrata di salute e sicurezza nell’evoluzione del mondo del lavoro’, presentato oggi a Roma. Per la prima volta in Italia sono state messe insieme le conoscenze di quattro facoltà universitarie per realizzare il percorso formativo. Il master è promosso, infatti, dalle facoltà di Medicina e Odontoiatria, Farmacia e Medicina, Ingegneria civile e industriale e Giurisprudenza dell’ateneo romano.

L’obiettivo è formare nuove figure professionali per la tutela della sicurezza dei lavoratori in contesti aziendali divenuti sempre più complessi, anche per effetto dell’evoluzione tecnologica. I posti disponibili sono 35 e 20 le borse di studio previste per gli studenti più meritevoli, finanziate per metà con il contributo dell’Inail e per metà con quello degli enti partner dell’iniziativa. Il percorso formativo biennale è integrato con corsi di alta formazione, in particolare in relazione a: mutamenti demografici, evoluzione tecnologica, nanotecnologie, industria 4.0, tecnologie abilitanti, IoT, digitalizzazione dei processi, automazione, robotica, smart working, digital transformation.

Partner dell’iniziativa alcuni tra i soggetti rappresentativi del tessuto produttivo italiano, quali Aeroporti di Roma, Confindustria, Enel, Eni, Federchimica, Fiat Chrysler Automobiles (Fca), Fondazione Rubes Triva, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e Terna. Da loro arriverà un contributo all’offerta didattica con stage formativi per i partecipanti in materia di salute e sicurezza. Il master rientra nell’ambito della promozione di attività finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e alla diffusione della cultura della sicurezza, previsto dall’accordo quadro siglato tra Inail e Sapienza Università di Roma.

“Vuole essere un master di avanguardia -ha spiegato a Labitalia il rettore, Eugenio Gaudio- con un’impostazione multidisciplinare per formare dei professionisti competenti sulla prevenzione negli ambienti di lavoro. Una cultura, questa, che l’Italia deve aumentare. E’ un impegno assunto da quattro facoltà, in modo da mettere a disposizione di tutti le competenze delle diverse discipline giuridiche e mediche per formare specialisti del settore che possono dare una spinta in avanti su questo problema che l’Italia si rende conto ogni tanto che esiste, purtroppo quando succedono i guai. Invece dobbiamo prevenire”.

“E’ un master molto importante -ha ricordato a Labitalia il presidente dell’Inail, Massimo De Felice- per la prevenzione e, quindi, per la sicurezza sul lavoro. Importante perché la ‘Sapienza’ è un’università di eccellenza e l’Inail ha grande esperienza pratica su questi temi e anche un corpo di ricercatori sulla frontiera della tecnologia. Con questo programma speriamo di creare nuove figure professionali che possano dare impulso ai progressi della prevenzione sul lavoro. Le imprese e associazioni partner possono portare poi la concretezza dei loro processi organizzativi”.

“Questo master -ha riferito a Labitalia Giuseppe Lucibello, direttore generale dell’Inail- è l’Inail che cambia; perché Inail può investire e progettare un partenariato con l’università in formazione perché convinta da tempo sulla funzione della prevenzione. Si comincia dalla scuola, abbiamo infatti raggiunto accordi con il ministero dell’Istruzione e con la Scuola nazionale dell’amministrazione. Si inizia, dunque, tenendo conto della necessità di lavorare attraverso un link proficuo tra sistema della ricerca, trasferimento tecnologico e di conoscenze. Attività, quindi, di prevenzione efficace in quanto le aziende che hanno aderito, le più importanti del Paese, hanno capito che servono figure nuove. Lavorare su questo è la strada giusta per il futuro, non ci fermeremo qui”.

“E’ un master innovativo -ha chiarito con Labitalia la direttrice del master, Antonella Polimeni- perché sfrutta un sistema di formazione a matrice, utilizzando un corpo centrale di crediti formativi e dei corsi di formazione attivati dai vari dipartimenti delle nostre facoltà. Una sperimentazione didattica unica. Per ciò che attiene all’area medica verranno affrontati i temi che vanno dalla sicurezza degli ambienti di lavoro, in area sanitaria e non solo, ma anche il rischio di alcuni lavoratori rispetto a patologie emergenti. Ad esempio, le apnee ostruttive nel sonno che, per alcuni lavoratori, rappresentano un grande fattore di rischio”.

“Il tema -ha spiegato a Labitalia Sergio Iavicoli, coordinatore scientifico del master- è quello di formare figure nuove su sfide nuove quale quella dell’industria 4.0, del cambiamento del mondo del lavoro e, soprattutto, del paradigma della prevenzione. C’è sempre più necessità di portare la prevenzione non a valle dei processi, ma nella loro progettazione. Prevenire -ha ricordato- fa parte della filiera dello sviluppo sostenibile. Questo master è qualcosa di veramente innovativo che mette insieme tutte le tematiche da un punto di vista giuridico, biomedico, ingegneristico e sicurezza in maniera integrata, per rispondere alla digitalizzazione dei processi, allo smartworking e alla robotizzazione”.

“Nel mondo del lavoro bisogna cercare soluzioni per progettare nuovi ambienti. Per questo bisogna lavorare molto sulla prevenzione”. A dirlo Alex Zanardi che dopo l’incidente automobilistico del 2001, è diventato campione paralimpico di handbike, conquistando quattro medaglie d’oro ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016, oltre a otto titoli nei campionati mondiali su strada. “Occorre farsi -ha sottolineato- una cultura specifica sulla prevenzione. Per questo per le aziende è fondamentale comprendere quali siano gli effetti collaterali delle attività emergenti. La tecnologia è vero offre molte opportunità, però non bisogna esserene schiavi. Questo master -ha spiegato- è molto importante per i ragazzi che mi auguro sappiano fare buon uso della tecnologia. E’ necessario conoscere e fare prevenzione: oggi lo sport dell’automobilismo è considerato un’attività molto rischiosa, in realtà, nel quotidiano ci sono attività molto più pericolose. Ai giovani -ha suggerito- consiglio di essere curiosi e di non accontentarsi. Bisogna utilizzare quello che gli altri hanno fatto e vederlo come un punto di partenza. La curiosità aiuta a capire dove andare nella vita. Sembra facile questo, ma è maledettamente complicato”.