Savoini non risponde ai pm

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Roma, 15 lug. (AdnKronos) – Gianluca , ex portavoce di Matteo Salvini e fondatore dell’associazione Lombardia-Russia, indagato dalla procura di Milano per corruzione internazionale, si è avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ai pm di Milano che indagano sull’inchiesta con al centro la Lega e il sospetto di finanziamenti da Mosca. Visti i movimenti in procura, l’interrogatorio di Savoini – che non è avvenuto all’interno del Palazzo di giustizia ed è stato condotto dai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta – è durato poco più di un’ora. In procura il riserbo è massimo, nessuno svela neppure il luogo in cui si è tenuto l’interrogatorio alla presenza dell’avvocato di fiducia di Savoini.

L’indagine, nata dopo un articolo dello scorso febbraio de L’Espresso, mette al centro l’incontro avvenuto il 18 ottobre del 2018 all’Hotel Metropol della capitale russa e l’audio, pubblicato dal sito statunitense BuzzFeed, in cui si sente una voce attribuita a Savoini, indagato per corruzione internazionale. Al centro dell’incontro d’affari, a cui prendono parte sei persone, ci sarebbe secondo la procura un’operazione sospetta di corruzione legata all’importazione in Italia di una grande quantità di petrolio che, nelle parole di chi starebbe trattando, in un anno dovrebbe far affluire 65 milioni di dollari nelle casse della Lega e permettere così al partito guidato da Salvini di affrontare la campagna elettorale delle ultime europee. Oltre a concentrarsi sui protagonisti dell’incontro coinvolti nel presunto affare, i pm si stanno focalizzando anche nel ricostruire l’ipotetico passaggio di soldi.

Il caso continua a scuotere l’esecutivo. “L’ho già detto: dobbiamo trasparenza ai cittadini. Quindi tutte le occasioni e tutte le sedi, in primis il Parlamento, sono le sedi giuste per onorare queste linee guida” è la posizione espressa dal premier Giuseppe Conte. A a chi gli domanda se Matteo Salvini debba riferire in Aula sulla vicenda, “perché no?” risponde secco. Quanto alle ricostruzioni stampa, che raccontano di un vicepremier che taccia Conte di slealtà per la nota di Palazzo Chigi sull’invito a Savoini a Villa Madama, “quest’accusa la respingo – replica Conte – non esiste, e so che Salvini non l’ha dichiarata, pensata, né detta, mi è stato assolutamente assicurato che è così. Anche perché questa cosa non sta né in cielo né in terra, quando è uscita la , Salvini è stato informato, anche tramite la sua portavoce”; un'”anticipazione che io ho sentito doverosamente di fare a lui visto che era una vicenda che lo coinvolgeva”.

Insomma, da una parte Conte e Di Maio per spingere l’alleato Salvini a spiegare in Parlamento ; dall’altra il leader leghista, che ha sempre negato il coinvolgimento di come referente su Mosca per il partito. E oggi, nella conferenza stampa al Viminale seguita all’incontro con i sindacati, il leader della Lega è stato netto: “Non intendo più parlare di soldi che non ho visto, né ho chiesto. Se ci fosse qualcosa da chiarire sarei il primo a farlo, ma non commento le non-notizie”. “Mi occupo di vita reale – ha aggiunto – noi non abbiamo preso un rublo”.

Domenica negli ultimi giorni: senza mai nominare Salvini, il ministro ha spiegato a chiare lettere “qual è l’Abc del fare politica per il MoVimento 5 Stelle” e cosa un esponente di governo dovrebbe fare in casi particolari: “Quando il Parlamento chiama – ha scritto – il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione”. E ancora: “Quando si ha la certezza di essere strumentalizzati, l’aula diventa anche un’occasione per dire la propria, difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste” e, soprattutto, “se ci sono sospetti su finanziamenti ai partiti, si fa una commissione di inchiesta per tutti i partiti”.

KOMOV – Intanto, parlando con all’AdnKronos, Alexey Komov, presidente onorario dell’associazione Lombardia-Russia di Savoini, sul caso dei presunti fondi alla Lega e della riunione all’hotel Metropol, dice: “Non so niente di quella riunione a Mosca. Non ho nessun collegamento con gli oligarchi russi, lavoro nell’ambito dell’educazione”. “Conosco Savoini, mi propose di essere presidente onorario dell’associazione Lombardia-Russia, e gli ho detto ‘perché no?’. E’ un’associazione che vuole sviluppare relazioni culturali ed economiche” spiega Komov, sottolineando di non aver alcun ruolo operativo nell’associazione: “Concretamente non faccio nulla”. “Io sono un attivista pro-famiglia, sono per i valori cristiani – prosegue Komov – Sono intervenuto in varie conferenze anche in Italia e penso che sia molto importante difendere i valori della famiglia naturale per il futuro dell’Italia, della Russia e di tutto il mondo”. Quindi, “sono d’accordo con la posizione della Lega in tema dei valori tradizionali e cristiani”.