Scampia, le prime case al posto delle Vele. Manfredi: 70 alloggi entro gennaio

in foto Gaetano Manfredi

Scampia cambia volto. Le prime tre palazzine realizzate nell’ambito del programma ReStart Scampia sono praticamente ultimate e i primi 70 appartamenti saranno consegnati entro gennaio 2027. Complessivamente, gli edifici del lotto M, denominati A1, A2 e A3, ospiteranno 97 nuovi alloggi e sorgono nell’area dove si trovavano le Vele, di fronte alla Vela Celeste, l’unica destinata a essere conservata e riqualificata.

A fare il punto sullo stato dei lavori è stato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, durante un incontro con la stampa. “Entro gennaio saranno consegnati i primi 70 appartamenti”, ha annunciato il sindaco, indicando tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 la finestra per la consegna dei primi alloggi.

Le abitazioni sono state progettate secondo criteri di edilizia residenziale pubblica a basso consumo energetico. Sono previste cinque diverse tipologie di appartamento, con superfici indicative comprese tra 50 e 140 metri quadrati, doppia esposizione, ampie porte-finestre e terrazzi che in alcuni casi arrivano a quattro metri per quattro.

Il programma da 200 milioni

La realizzazione delle nuove abitazioni rientra nel programma ReStart Scampia, promosso dal Comune di Napoli, che prevede un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro, finanziato attraverso risorse Pon Metro, Piano Periferie e Pnrr.

Il piano interessa un’area di circa 200 mila metri quadrati e prevede complessivamente 509 abitazioni, oltre a una serie di interventi destinati a ridisegnare il quartiere. Sono previsti nuovi servizi e spazi pubblici, una nuova viabilità di quartiere, una scuola per l’infanzia, un Civic Center, mercati coperti, aree verdi e orti urbani.

Il programma comprende anche il completamento della demolizione di due delle Vele ancora esistenti. La Vela Celeste, invece, sarà riqualificata e destinata ad attività sociali e culturali.

“La parte della riqualificazione strutturale è già stata fatta. Noi pensiamo che per la fine del 2027 possiamo cominciare a guardare i primi insediamenti”, ha spiegato Manfredi parlando dei tempi della Vela Celeste.

Manfredi: Scampia non è più quella di Gomorra

Per il sindaco, l’intervento rappresenta un passaggio nella trasformazione del quartiere. “Scampia è un quartiere che, con l’università e con tutti gli investimenti che si stanno facendo, ha cambiato pelle: non è più la Scampia di Gomorra, ma è la Scampia della Napoli del futuro”, ha detto.

Manfredi ha ricordato l’impegno dell’amministrazione per superare quello che ha definito “un grandissimo stigma” legato alle Vele, sottolineando anche la rapidità dell’intervento successivo al crollo della Vela Rossa, avvenuto nel luglio 2024.

“Anche dopo la tragedia del crollo della Vela Rossa siamo riusciti rapidamente a sgomberare tutte le Vele e a realizzare in 16 mesi i primi appartamenti”, ha sottolineato.

“Non avere più le Vele a Scampia significa aver voltato pagina e aver eliminato quella che forse è stata, negli ultimi 10 anni, l’immagine più brutta della città”, ha aggiunto.

Il sindaco ha definito l’esperienza delle Vele “uno dei risultati simbolicamente più importanti della consiliatura”. “La buona politica è fatta di fatti, non di polemiche e di una comunicazione sterile, ma di risposte ai bisogni concreti. Quando le famiglie delle Vele entreranno nelle case, quello significherà aver fatto una buona politica, aver fatto una cosa vera, perché i problemi delle persone si risolvono con i fatti”, ha affermato.

Secondo Manfredi, “Scampia è già un nuovo asset della città, si respira un’aria diversa rispetto a 10 anni fa”.

Un recupero anche della reputazione della città

Il sindaco ha collegato la trasformazione di Scampia anche alla capacità di Napoli di realizzare gli interventi programmati.

“Oggi questo risultato non è solo quello di aver risolto un problema storico e quindi aver fatto buona politica, ma anche aver dato una risposta a chi aveva diritto ad avere una casa ed era giusto che lo avesse”, ha dichiarato.

Per Manfredi, l’intervento rappresenta anche “un momento di recupero reputazionale della città”, che “non è più la città dove non si fa nulla, è la città che realizza le cose”.

“Napoli per troppo tempo è stata considerata una città dove si parlava e non si faceva”, ha aggiunto, spiegando che questa percezione avrebbe rappresentato, a suo giudizio, “un grande danno reputazionale a livello nazionale e internazionale”, incidendo anche sulla capacità di attrarre investimenti e risorse.

“Io lo so bene perché quando noi abbiamo portato avanti tanti progetti, la proposta di tanti progetti che siamo oggi completando, vedevo negli occhi dei nostri interlocutori quella sfiducia che purtroppo veniva da anni e anni di parole e di mancate realizzazioni”, ha concluso.

Pecoraro: Un cambio di passo per la dignità delle persone

Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore regionale all’Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità, Claudio Pecoraro, in rappresentanza della Regione Campania, che ha contribuito al finanziamento del progetto.

“Grande emozione, quando parliamo di casa parliamo della dignità delle persone, edilizia residenziale pubblica in genere parliamo di cattedrali nel deserto, qui invece è tutto altro”, ha detto Pecoraro.

“C’è stato un cambio di passo importantissimo per il recupero della dignità delle persone, la casa deve essere un baluardo di serenità per le persone, il primo momento di costruzione di sé stessi. Scampia è un pezzo del programma per la rigenerazione dei territori. Insieme si possono portare avanti tanti altri progetti importanti”, ha aggiunto.

Alla presentazione era presente anche Omero Benfenati, rappresentante del Comitato Vele Scampia, che ha sottolineato il significato dell’intervento per le famiglie che per anni hanno vissuto nelle Vele.

“Finalmente la dignità, la normalità che per troppi anni abbiamo gridato dai palazzi di cemento, oggi finalmente vediamo nascere sulle macerie della bruttura un fiore all’occhiello”, ha affermato Benfenati, ricordando l’attesa delle famiglie e la mobilitazione durata trent’anni per l’abbattimento delle Vele.

“Oggi è un giorno straordinario, bisogna continuare e bisogna far tornare tutte le famiglie che vivevano nelle Vele”, ha aggiunto.