Scavi, nuovi crolli a Pompei: domani riunione al Mibact

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Tre episodi in meno di 48 ore. E’ il dissesto idrogeologico ad avere causato, negli Scavi di Pompei, gli ultimi crolli delle mura antiche. Nella notte scorsa si èsbriciolata la parete di contenimento alta 2 metri in un’area non scavata di via Nola. Non si tratta di un gravissimo danno da un punto di vista del valore archeologico, ma il direttore degli scavi, Grete Stefani ammette: “E’ un campanello d’allarme in quella zona, potrebbero verificarsene altri”. Domani il ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini, presiederà a Roma un vertice per fare il punto sulla situazione, mentre la procura di Torre Annunziata ribadisce la massima attenzione su tutto cio’ che succede all’interno dell’area archeologica. Al Governo si rivolge l’assessore ai beni culturali della Campania, Pasquale Sommese, chiedendo interventi immediati. Domani Franceschini riunisce un tavolo tecnico con tutti i vertici della Soprintendenza ai quali ha chiesto un rapporto sulla manutenzione del sito archeologico, e sul cronoprogramma del Grande Progetto Pompei.

”Una riunione operativa per affrontare questa emergenza che purtroppo è continua”, dice il ministro. Sindacati e rappresentanti politici e istituzionali incalzano il Mibact sull’urgenza di intervenire. ”Occorre un piano di interventi straordinario che metta in sicurezza l’intera area perchè se questi terreni non hanno un drenaggio forte delle acque piovane è chiaro che Pompei è destinata a crollare per intero”, e’ l’allarme lanciato dal presidente della commissione nazionale italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi. ”Dopo l’ennesimo crollo di oggi, il terzo in tre giorni – ricorda Puglisi – non c’è piu’ tempo da perdere dal punto di vista burocratico” ma bisogna agire ”dal punto di vista geologico e geo-idrico”. Il presidente della commissione nazionale italiana per l’Unesco ribadisce che ”il problema è ormai della permeabile situazione del sistema idrogeologico che praticamente non tiene piu’ da un lato e non riesce a filtrare più nulla dall’altro, per cui l’acqua dove arriva si ferma e di conseguenza quando il sistema idrogeologico e’ saturo viene giu’: l’unica cosa da fare è un intervento straordinario ma su tutta l’area di Pompei, non solo dal punto di vista archeologico ma anche dal punto di vista idrogeologico, questo è il vero nodo”.