Scavi di Pompei, Curatoli: Avanti nei tempi e nei modi chiesti da Ue

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in foto il generale Luigi Curatoli direttore generale del Grande Progetto Pompei

A Pompei “Stiamo andando avanti nei tempi e nei modi che l’Europa ci ha richiesto”. E’ l’assicurazione del generale Luigi Curatoli, direttore generale del Grande Progetto Pompei, che ieri è stato ascoltato dalla Commissione Cultura della Camera sullo stato di avanzamento del progetto. “Adesso – ha sottolineato Curatoli – la sfida più grande per Pompei è quella di diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di tutto il territorio, collegandosi con Ercolano, Stabia, Bosco Reale e Torre Annunziata”. Nella lunga relazione presentata ai deputati, il generale dei carabinieri ha fatto il punto sugli interventi di restauro avviati nell’area archeologica anche con i fondi europei. Ad oggi, ha fatto notare, sono stati conclusi 26 dei 34 interventi che restavano da fare dopo la conclusione un anno fa della prima fase di intervento. Altri 5 sono in corso d’opera mentre gli ultimi 3 sono di prossima cantierizzazione. Dall’inizio della prima fase dei lavori, ha riassunto Curatoli, sono state bandite 76 gare per un totale di 157,5 milioni di euro al lordo dei ribassi e sono state aggiudicate 76 gare per complessivi 11,9 milioni di euro al netto dei ribassi. Sono stati presi impegni giuridicamente vincolanti per complessivi 92 milioni (oltre a 19,9 milioni di euro a titolo di somme a disposizione dell’amministrazione); Ad oggi, sono stati complessivamente spesi 67,6 Milioni di euro e altri 1,5 sono in corso di approvazione. Per quanto riguarda invece il rilancio di tutta l’area, il piano strategico è in via di completamento. La legge 112 del 2013, ha ricordato il generale, “definisce quattro ambiti specifici di intervento a cui il Piano ha fatto riferimento per individuare quattro linee strategiche, ovvero: 1) il miglioramento delle vie di accesso e interconnessione ai siti archeologici; 2)il recupero ambientale dei paesaggi degradati e compromessi, prioritariamente mediante il risanamento e il riuso di aree industriali dismesse; 3)la riqualificazione e rigenerazione urbana;4)la promozione e sollecitazione di erogazioni liberali e sponsorizzazioni e la creazione di forme di partenariato pubblico-privato”. Obiettivo del piano strategico, realizzare un unico “sistema turistico – culturale integrato” della buffer zone. Tra le ipotesi di intervento citate da Curatoli: un “percorso integrato” di visita al Parco archeologico e il “treno archeologico” che colleghi, oltre a Napoli, Ercolano, Pompei e Sorrento, anche Oplonti, Atiquarium e Stabiae.