Scendono in piazza per lo ius soli gli immigrati di seconda generazione

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In foto una manifestazione di immigrati

Sono nati e studiano in Italia, perfettamente integrati nel tessuto sociale. Però, non è il momento. In politica il timing è un fattore determinante, ma la sinistra e i sindacati non lo sanno. Una legge così riformista necessità della complicità popolare. Oggi è una battaglia persa. Ci sono obiettivamente leggi più urgenti per la vita del paese. Come combattere la malavita minorile. Non sono delinquenti in erba, ma già criminali incalliti, che agiscono liberamente protetti da una improba impunità. Se si adeguasse la responsabilità penale a 16 anni, si potrebbero affrontare con maggiore efficacia.

Poveri e diseredati sono ovunque condannati a esistere

Anche se la costituzione lo vieta, l’alta società non ammette che le “razze inferiori” si sposino. Cercano di impedire, così, che la casta si riproduca e nascano altri “intoccabili”. Guai pure per gli invitati, che vengono presi a sassate nel corteo, come gli sposi e i loro parenti, e anche i camerieri del catering e i suonatori. Seppure la polizia intervenga prontamente e prenda a bastonate i razzisti, l’ostracismo continua. La povera gente si scusa di esistere e promette di mettere al mondo pochi figli. Sia per non disturbare sia per non creare altri infelici. Questo purtroppo succede in India.

In attesa di nuove leggi razziali, c’è già il “fai da te”
Si pensava che l’orrore degli stermini nazisti avesse disgustato l’intera umanità. Ci sbagliavamo. C’è chi ne ha ancora oggi nostalgia. Da un po’ di tempo è ripreso l’odio razziale. Vittime sono soprattutto donne, assassinate senza motivo. L’ultimo caso in Svezia. Impegnata nell’attività della comunità israelita viene accoltellata per la strada. A Parigi Mireille Knoll era scampata alla soluzione finale ma non all’accanimento contro il suo popolo. Anche un’adolescente stuprata e uccisa in Germania. Niemöller avverte, però, che, dopo ebrei e omosessuali, prima o poi può toccare a chiunque.

Di che cosa parlerebbero giornali e TV se Salvini e Di Maio non polemizzassero?
Se, com’è probabile, dopo le elezioni europee, i due leader avranno la saggezza di governare senza più litigi, seppure con le legittime differenze dei loro partiti, talk show e quotidiani non avranno più argomenti di dibattito. Non si fa più informazione né si danno notizie obiettive, come si dovrebbe. Ormai sono tutti di parte. Si soffia sulle polemiche per alimentare il dissidio, felici se aumenta lo spread e cresce la crisi. Che importa se la nostra economia va a rotoli? Non ci sono più come un tempo giornalisti al di sopra delle parti. Sono tutti tifosi più accaniti dei politici, che se ne servono.

Crollato anche il mito del galantuomo, Trapani non sa più a chi rivolgersi
Fu un plebiscito per la destra in Sicilia alle elezioni regionali. Per Musumeci votò persino chi non la pensava come lui, perché è un galantuomo. Si riteneva erroneamente che fosse pure capace. Ci sbagliavamo. Basta atterrare a Birgi per capirlo. Quel bell’aeroporto, fino a qualche mese fa congestionato di passeggeri a qualsiasi ora, oggi è deserto. Crolla l’economia dell’intera provincia. Vuoti gli alberghi, addirittura i B&B. Addio turismo. Segretari inadeguati rispondono male a chi sollecita un intervento più efficace del Governatore. Trapani è abbandonata. Anche lui è come tutti gli altri.

È l’amore che muove il mondo mentre l’odio frena il progresso. È risaputo, eppure…
Un tempo i ricchi disprezzavano i poveri, e questi li invidiavano, ma non si odiavano. Oggi, invece, questo sentimento è diffuso tra tante categorie di cittadini. Perciò la società è in difficoltà. La crisi economica è conseguente alla carenza di amore tra persone coinvolte nella stessa cordata. Tutti hanno in diritto di essere come sono. Ma chi si ritiene migliore dovrebbe aiutare chi rimane indietro. È un peccato mortale disprezzare chi crede che esista un altro Dio o non ha lo stesso colore della pelle. È proprio la molteplicità di specie e di opinioni a procurare libertà e benessere per tutti.

Ora siamo ultimi anche per comportamento disumano (o primi?)
C’è un non so che di vigliacco nella violenza cui stiamo assistendo da un po’ di tempo. Ragazzacci che deridono e prendono a calci un anziano disabile e lo uccidono. Maestre d’asilo che traumatizzano i bambini che dovrebbero considerare come figli. Infermieri che maltrattano gli ammalati. Uomini che menano le donne. L’ultima è di una guardia giurata che a Roma, dopo avere perseguitato un clochard, gli spacca la testa con un estintore mentre dorme. Non esiste più il coraggio. Né c’è rispetto per i deboli che sono le vittime più ricercate non potendo reagire.