Schifano, tre libri e sei secoli per raccontare Napoli

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in foto Jean-Noël Schifano

di Francesco Bellofatto

Tre libri per raccontare Napoli, dal XV secolo agli anni ’70, due editori, Gallimard e Colonnese, un autore, Jean-Noël Schifano, che con grande cultura e sensibilità, riesce a riannodare i fili che, non solo storicamente, legano Napoli e la Francia.
Da “Chroniques napolitaines” del 1984 fino a “Le coq de Renato Caccioppoli” del 2018 (oggi riproposto da Colonnese), tutti i libri di Schifano portano il segno del suo amore per Napoli, dove ha vissuto e diretto il Grenoble dal 1992 al 1998. Nel 1994 ne è cittadino onorario.
Ripercorre questa straordinaria passione la “Serata Napulitana” al Grenoble (partecipazione su prenotazione), promossa dal Console generale di Francia e Direttore dell’Institut Français, Laurent Burin Des Roziers, martedì 30 giugno 2020 alle ore 18.00 (Giardini di Palazzo Grenoble – via Crispi, 86), con la conversazione tra Jean-Noël Schifano e gli editori Antoine Gallimard e Francesca Mazzei, in occasione della pubblicazione dei suoi ultimi romanzi “Anna Amorosi” (Gallimard), “Cronache Napoletane” e “Il Gallo di Renato Cacciopoli” (Colonnese). Letture di Renato Carpentieri, modera Ugo Cundari. Alla presenza del Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola.
“Chroniques napolitaines” racchiude sei storie vere sottratte dagli archivi dormienti e dalle memorie anonime che nascondono gli scandali delle più potenti famiglie del regno di Napoli, dal XV al XVIII secolo. Il principe Carlo Gesualdo, compositore d’imperitura fama, assassino della moglie adultera e del suo amante; Lavinia, la religiosa, e Pier Francesco, le cui follie erotiche mettono a ferro e fuoco il convento di Sant’Arcangelo, luogo di abomini; Masaniello, il lazzarone avvelenato dal potere assoluto e che un popolo in delirio acclama, decapita e venera; Tiberio de Vera; sodomita destinato a esemplare supplizio; Tirinella e Alvise massacrati durante i loro trastulli notturni; la bella e misteriosa Orsola, che mai confesserà il delitto della padrona doña Gaetanina Escobar.

Con il recente libro edito in Italia da Colonnese ci spostiamo nel 1938, in particolare il 5 maggio, in una Napoli ricoperta di croci uncinate e fasci per la visita di Mussolini e Hitler: Renato Caccioppoli, genio napoletano della matematica universalmente riconosciuto, nipote di Mikhaïl Bakunin, si mette in testa di rovinare l’incontro tutto fanfare e sfilate dei due dittatori. Al culmine del trionfo nazista, di fronte a tutto un popolo e a un’Europa che inneggiano alla guerra, e a un’Italia che, nello stesso anno, vota le leggi razziali, Caccioppoli si leva, ironico nella parola e nel gesto, e ridicolizza il razzismo, il conformismo, la sottomissione, la stupidità. Una storia vera, esemplare, luminosa, folle, ebbra, divertente e tragica.
In “Anna Amorosi” Schifano tratteggia il ritratto di una donna libera in tutte le trappole dell’esistenza e del tumulto di un’epoca, gli anni ‘60 e ‘70, tra la “dolce vita”, i sanguinosi attacchi dei neofascisti, le manovre dei poteri occulti, l’amicizia segreta e appassionata di una coppia atipica. Attraverso Anna, donna semplice e ferita a vita, ma di bellezza, audacia, sensualità da abbattere i re, si rivive la Roma di Alberto Moravia e il MET di New York, la Procida di Elsa Morante, la caravaggesca Malta, le Isole Pontine, Wight e i suoi fiori, Alcatraz e i suoi indiani, Creta.. Il vero amore e la tragica vita di Anna Amorosi che, per dieci anni, causò uno scandalo planetario a pochi passi dal Vaticano, giocando fino a “al suo inatteso assassinio”. Il libro, nella forma romantica che rivela fatti reali e storici documentati con precisione, fa rivivere le migliori cronache napoletane del suo autore, sempre ispirate a Napoli e al carattere infuocato dei napoletani, nello sconvolgimento universale di una fine del secolo.