Scienza, come abbattere la plastica PET: un nuovo enzima la “digerisce” in tempi record

212
(foto da Adobe Stock gratis)

Un nuovo enzima appena scoperto è stato capace di “digerire” la plastica PET in tempi record. I risultati della ricerca, condotta dall’Università di Lipsia e pubblicati sulla rivista ChemSusChem, potrebbero aiutare a rendere il riciclaggio biologico piu’ redditizio dal punto di vista commerciale. Un modo in cui gli enzimi vengono utilizzati in natura è dai batteri per decomporre le parti delle piante. E’ noto da tempo che alcuni enzimi, le cosiddette idrolasi di scissione del poliestere, possono anche degradare il PET. Ad esempio, l‘enzima LCC, scoperto in Giappone nel 2012, e’ considerato un “mangiatore di plastica” particolarmente efficace. Il team guidato da Christian Sonnendecker, un giovane ricercatore dell’Università di Lipsia, sta cercando esempi mai scoperti di questi aiutanti biologici nell’ambito dei progetti MIPLACE ed ENZYCLE finanziati dall’UE. Hanno trovato quello che stavano cercando nel Sudfriedhof, un cimitero in Lipsia, in un campione di compost. I ricercatori si sono imbattuti nel progetto di un enzima che ha decomposto il PET a velocità record in laboratorio.
I ricercatori dell’Istituto di chimica analitica hanno trovato e studiato sette diversi enzimi. Il settimo candidato, chiamato PHL7, ha ottenuto risultati in laboratorio significativamente superiori alla media. Negli esperimenti, i ricercatori hanno aggiunto il PET ai contenitori con una soluzione acquosa contenente PHL7 o LCC, il precedente leader nella decomposizione del PET. Quindi hanno misurato la quantità di plastica che e’ stata degradata in un determinato periodo di tempo e hanno confrontato i valori tra loro. I ricercatori di Lipsia sperano che l’enzima recentemente scoperto PHL7 possa far avanzare nella pratica il riciclaggio biologico e sono alla ricerca di partner industriali per questo scopo. Sono convinti che la maggiore velocità ridurrà notevolmente i costi di riciclaggio. Nei prossimi due o tre anni, mirano a creare un prototipo che consentirà di quantificare in modo piu’ preciso i vantaggi economici del loro rapido processo di riciclaggio biologico.