
Le destinazioni invernali degli uccelli migratori dipendono sia dall’istinto che dall’esperienza, entrambi fattori che contribuiscono a determinare dove gli animali trascorreranno l’inverno. A evidenziarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Science, che ha analizzato il pigliamosche nero, una specie migratrice europea, realizzando un esperimento durato cinque anni. Il gruppo di ricerca ha trasferito alcune uova dai nidi nei Paesi Bassi a nidi situati in Svezia, creando una sorta di ‘giardino comune’. In questa situazione sperimentale, gli individui con caratteristiche genetiche diverse vengono allevati in ambienti differenti per separare gli effetti dei geni da quelli dell’ambiente. Tale approccio, riportano gli autori, ha permesso di confrontare gli uccelli olandesi cresciuti nei Paesi Bassi, gli esemplari geneticamente olandesi ma cresciuti in Svezia e gli individui con caratteristiche intermedie tra le popolazioni. Seguendo gli spostamenti migratori, i ricercatori hanno osservato che gli uccelli con caratteristiche miste tendevano a scegliere aree di svernamento intermedie rispetto alle popolazioni completamente olandesi o completamente svedesi. Cio’ indica infatti che il comportamento migratorio non e’ completamente rigido: le destinazioni stagionali emergono dall’interazione tra predisposizione genetica ed esperienza precoce.
Comprendere quanto le rotte migratorie siano modificabili, sottolineano gli autori, sara’ fondamentale per prevedere come gli uccelli reagiranno ai cambiamenti climatici globali. Se le destinazioni di svernamento sono almeno in parte flessibili, concludono gli scienziati, alcune popolazioni potrebbero adattarsi piu’ rapidamente ai cambiamenti ambientali, mentre se il controllo genetico dovesse prevalere, la capacita’ di risposta potrebbe essere piu’ limitata”.





































