Scienza, così l’inquinamento acustico aumenta il rischio di ammalarsi di Alzheimer

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(foto da Pixabay)

L’esposizione a lungo termine al rumore del traffico su strade e ferrovie potrebbe essere associata a un rischio piu’ elevato di sviluppare demenza, in particolare il morbo di Alzheimer. Questa l’allarmante ipotesi che emerge da uno studio, pubblicato sul British Medical Journal, condotto dagli scienziati della University of Southern Denmark (SDU), del Danish Cancer Society Research Center, dell’Universita’ di Copenaghen e della Aarhus University, che hanno valutato la correlazione tra l’inquinamento acustico e la possibilita’ di sviluppare demenza.
Il team, guidato da Manuella Lech Cantuaria, ha esaminato 8.475 casi di demenza registrati in Danimarca su un campione di oltre duemila persone monitorate per una media di 8,5 anni. Secondo le stime del gruppo di ricerca, 1.216 episodi, pari a circa il 14 per cento del totale considerato, potrebbero essere attribuiti all’esposizione al rumore. L’inquinamento acustico da trasporti rappresenta il secondo peggior fattore di rischio ambientale per la salute pubblica in Europa dopo l’inquinamento atmosferico. Si ritiene che circa un quinto della popolazione europea sia esposta a livelli di disturbo acustico superiori alla soglia raccomandata di 55 decibel (dB). Gli esperti hanno scoperto che il rumore del traffico stradale superiore ai 55 dB era associato a un rischio fino al 27 per cento piu’ elevato di sviluppare il morbo di Alzheimer rispetto all’esposizione a inquinamento inferiore di 40 dB, mentre quello ferroviario sembrava correlato a un incremento del 24 per cento in piu’ in caso di esposizione a rumori dai 50 dB.