Scienza, da Genova alla Tanzania per isolare il virus del colera

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L’Università di Genova studia la diffusione del colera nel lago Tanganica in Africa con una spedizione scientifica finanziata dalla statunitense National Geographic Society. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica ISME Communications e rappresenta, a oggi, la più vasta indagine mai condotta per la ricerca di Vibrio cholerae nei grandi laghi tropicali. Dai dati divulgati annualmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità risulta che più del 40% dei casi di colera nel mondo si verifica in Africa, la maggior parte nella zona dei Grandi Laghi Africani (Rift Valley) tanto cari al famoso esploratore David Livingstone durante i suoi pionieristici viaggi di metà Ottocento. Paradossalmente, l’esplorazione di questi ambienti remoti descritti da Livingstone è ancor oggi fortemente problematica. L’Università di Genova ha deciso di fare la sua parte con la spedizione finanziata dalla National Geographic Society in una delle aree più colpite dal colera nel mondo. Il progetto coordinato da Luigi Vezzulli, docente di Microbiologia generale, in collaborazione con la Marine Biological Association del Regno Unito, il Tanzania Fisheries Research Institute, l’Università del Maryland, l’Università di Barcellona e l’IRCCS San Martino di Genova, ha previsto l’utilizzo di una tecnologia di campionamento su larga scala denominata “Continuous Plankton Recorder” abbinata a tecniche molecolari di ultima generazione per il rilevamento e l’analisi genetica di Vibrio cholerae nelle acque del lago.

Il team ha dovuto superare notevoli difficoltà soprattutto di tipo organizzativo per operare in una delle aree più remote del mondo: basti pensare che i ricercatori hanno dovuto viaggiare con migliaia di euro in banconote cucite all’interno degli abiti e che i pagamenti per affitto nave e per la manodopera locale sono stati possibili solo con denaro contante. I ricercatori sono stati in grado di effettuare continuativamente campionature lungo una rotta di circa 600 Km e di analizzare circa 100.000 litri di acqua per la ricerca del microrganismo. Grazie a tecniche molecolari sofisticate, come la PCR digitale e l’arricchimento genomico, è stato possibile identificare Vibrio cholerae nella maggior parte dei campioni analizzati su un’area molto vasta di lago. Un’approfondita analisi genetica dei microrganismi osservati ha tuttavia escluso che tali batteri siano in grado di causare pandemie coleriche su vasta scala. Al momento risulta perciò poco probabile che le riserve acquatiche del lago Tanganica possano contribuire in modo significativo all’insorgenza delle epidemie di colera in quelle regioni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica ISME Communications e rappresenta, a oggi, la più vasta indagine mai condotta per la ricerca di Vibrio cholerae nei grandi laghi tropicali.