Scienza, da una cellula della pelle “corsia veloce” per ottenere un embrione

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Nuovo passo avanti verso il trattamento dell’infertilità: ricercatori dell’Università americana della Salute e della Scienza dell’Oregon, grazie ad esperimenti effettuati su topi, hanno fatto luce sui meccanismi alla base di una tecnica che prevede il trasferimento del nucleo di una cellula della pelle, la parte che contiene il Dna, all’interno di una cellula uovo privata del suo nucleo originario e che è in grado, quando fecondata, di produrre embrioni vitali. La tecnica, descritta sulla rivista Science Advances, si basa su quella che era stata utilizzata nel 1996 per clonare la pecora Dolly, ma in questo caso permetterebbe di generare embrioni che possiedono i cromosomi forniti da entrambi i genitori, invece che cloni di un unico individuo. “L’obiettivo è produrre ovuli per pazienti che non hanno ovociti propri”, spiega Shoukhrat Mitalipov, che ha coordinato lo studio. La tecnica potrebbe, infatti, essere utilizzata da donne in età avanzata o che non sono in grado di produrre ovuli vitali, ma apre anche alla possibilità, per uomini impegnati in relazioni omosessuali, di avere figli imparentati con entrambi i genitori. I ricercatori avevano già dimostrato la fattibilità del metodo in uno studio pubblicato a gennaio 2022, ma la nuova ricerca compie un ulteriore passo per comprenderne il funzionamento.