Scienza, dal vetro nuovi materiali sintetici ultraleggeri ma resistenti: un’italiana guida il team di ricerca

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Realizzare materiali sintetici partendo da minuscole particelle. Questo l’obiettivo che ha guidato uno studio, pubblicato sulla rivista Science Advances e condotto dagli scienziati dellUniversita’ tecnica di Delft, della Queen’s University e dell’Universita’ di Amsterdam. Il team, guidato da Laura Rossi, ha sviluppato dei materiali sintetici che derivano dai colloidi, delle piccole particelle. I ricercatori hanno infatti dimostrato la possibilita’ di utilizzare la forma dei colloidi per creare nuovi prodotti da utilizzare in svariati ambiti, indipendentemente dalle proprieta’ delle particelle colloidali. “Il nostro approccio – commenta Rossi – apre la strada a un modo completamente nuovo di pensare al design dei materiali”. I colloidi, spiegano gli scienziati, sono particelle minuscole, le cui dimensioni variano da pochi nanometri fino a una manciata di micron, e sono costituiti da un insieme di molecole associate a diverse proprieta’ a seconda del materiale di base.

“In determinate circostanze – osserva Rossi – i colloidi possono comportarsi come atomi e molecole, ma le loro interazioni sono meno forti, il che li rende possibili elementi costitutivi per nuovi materiali. Potrebbero ad esempio essere utilizzati per materiali interattivi in grado di adattarsi all’ambiente“. In questo studio, gli autori hanno impiegato colloidi cuboidali di vetro, assemblati in strutture semplici, cubici o esagonali, poi ricombinate in elementi costitutivi piu’ complessi. La struttura finale presentava molteplici proprietà differenti rispetto alla struttura autoassemblata. “Da un punto di vista chimico – continua Rossi – ci interroghiamo su come si possa produrre un determinato tipo di colloide. Nel nostro lavoro abbiamo guardato ai materiali già disponibili per realizzare blocchi costruttivi nuovi”. “Abbiamo riscontrato che la densita’ della struttura che abbiamo preparato era molto inferiore alla densita’ della struttura che si otterrebbe utilizzando i mattoni di partenza – conclude l’autrice – questo potrebbe essere un vantaggio nell’ipotesi di materiali resistenti ma leggeri. Il prossimo passo sara’ costruire effettivamente la struttura finale composta dai gruppi di colloidi in laboratorio. Siamo molto fiduciosi e speriamo di poter presto ‘toccare con mano’ il nostro nuovo materiale”.