Scienza e arte, laboratori sul futuro workshop e conferenze a San Domenico

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Che le tecnologie e l’arte appaiano come due mondi separati è solo un triste segno dei tempi. Nelle opere di Michelangelo, Leonardo o, per citare un genio più vicino a Napoli, nelle invenzioni di Raimondo di Sangro, codici artistici e tecnologici si confondono senza soluzione di continuità. Di questo e, soprattutto, di come la fruizione stessa dei beni culturali possano essere arricchita dalle nuove tecnologie si discuterà in occasione di “Losai – Laboratori Open su Scienza Arte ed Innovazione” in programma da giovedì 28 a sabato 30 maggio al Complesso di San Domenico Maggiore nell’ambito del programma di eventi della mostra “Il Bello o il Vero”. Si tratta del 1° Workshop “Beni Culturali e Tecnologie” organizzato da Databenc (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali) insieme al CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche (ICAR), l’Università degli Studi di Napoli Federico II (DATABENC Lab) e l’Università degli Studi di Salerno (Centro ICT per i Beni Culturali). Tre giornate di approfondimento per gettare le basi di una nuova definizione di un modo di vivere, per un confronto sulle recenti modalità innovative per godere il patrimonio culturale del nostro territorio, in tutte le sue forme. “Abbiamo fortemente voluto organizzare queste giornate di confronto all’interno del programma di eventi della mostra Il Bello o il Vero che vuole proporsi come modello di interazione tra arte e tecnologia” spiega Angelo Chianese, presidente di Databenc (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali). “Scienza, Arte ed Innovazione rappresentano tre caratteristiche strategiche che possono fondersi e intrecciarsi per costruire nuove modalità di vivere e nuove professionalità, rafforzando così l’unica vera risorsa del nostro paese: un patrimonio culturale unico al mondo“. Il patrimonio culturale rappresenta infatti una risorsa mondiale di inestimabile valore, in grado di attrarre milioni di visitatori ogni anno verso monumenti, musei, mostre d’arte, centri storici. Un aspetto saliente di tale risorsa, forse non molto enfatizzato, è la sua conoscenza. Conoscere significa innescare processi di salvaguardia, tutela, fruizione e valorizzazione in cui le tecnologie devono svolgere un ruolo fortemente innovativo rivolto alla sostenibilità e alla efficacia degli interventi. Nello specifico della fruizione è sempre più necessario disegnare e proporre soluzioni tecnologiche intelligenti che siano in grado di accompagnare turisti e visitatori attraverso una nuova e attrattiva esperienza culturale.

Il programma

Si parte giovedì 28 maggio alle 15.30 con il workshop presso la Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore, con i saluti di Angelo Chianese, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente di Databenc, Guido Trombetti, Vicepresidente della Giunta della Regione Campania e Nino Daniele, Assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli. A seguire, l’intervento introduttivo su Arte+scienza= Economia del Prof. Giuseppe Zollo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Alle 17.00 si terrà la tavola rotonda “La ricerca come vero motore di sviluppo di nuovi modelli di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale” alla quale parteciperanno: Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli, Guido Trombetti, Vicepresidente della Giunta della Regione Campania, Luigi Nicolais presidente del CNR- Consiglio Nazionale delle Ricerche, Lucio D’Alessandro, Rettore Università Suor Orsola Benincasa, Giuseppe Gaeta, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Aurelio Tommasetti, Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Carmine Masucci, amministratore del complesso monumentale Museo Cappella Sansevero. Modererà l’incontro il giornalista Pasquale Esposito. Chiuderà la prima giornata del convegno, alle ore 19.00, l’evento “Come alla Corte di Federico II” con la storica dell’arte Isabella Valente che incontrerà il pubblico per dialogare su Ottocento Napoletano: episodi di pittura e scultura.

Il Workshop proseguirà venerdì 29 maggio con un programma di cinque sessioni di interventi che avranno lo scopo di definire in maniera completa ed aggiornata lo stato dell’arte nazionale e internazionale, dell’applicazione di tecnologie innovative ai Beni Culturali. Si passerà da tematiche su “La conoscenza, scoperta e gestione del Cultural Heritage” a contributi su “L’Internet delle cose e le moderne tecnologie ICT a supporto di nuovi modelli di fruizione, tutela e valorizzazione dei beni culturali” fino agli interventi sui “nuovi modelli ed esperienze di salvaguardia, tutela, valorizzazione e fruizione delle forme d’arte (pittura, scultura, libro antico, etc.)”. Sabato 30 maggio infine, le giornate si concluderanno con una mattinata dedicata alla presentazione dei risultati raggiunti dai gruppi di lavoro del progetto MIUR-P.A.C. M.I.T.O. (Multimedia Information for Territorial Object) attraverso poster, presentazioni e dimostrazioni. Saranno, inoltre, presentati i risultati preliminari dei Progetti PON CHIS – Cultural Heritage Information System e SNECS – Social Network Entità dei Centri Storici. Con l’occasione, nel corso del convegno, sarà possibile visitare la mostra Il Bello o il Vero e le mostre sui disegni di Costantino Barbella e sulle opere di Saverio Gatto, Lelio Gelli e Giovanni Tizzano dedicate alla riscoperta della scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento. Le mostre sono arricchite con la presenza di nuove tecnologie fruitive per la prima volta sperimentate in Italia.

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