Scienza, progressione del Covid-19: realizzata la prima mappa genetica

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Confrontando analisi genetiche su larga scala con i dati disponibili sui farmaci, alcuni ricercatori hanno potuto individuare alcuni geni umani codificanti proteine convolte nella progressione della malattia Covid-19, che sono anche bersagli di farmaci gia’ approvati. Per questo, i ricercatori del VA Boston Healthcare System, dell’Universita’ di Cambridge, dell’Istituto Europeo di Bioinformatica dell’EMBL (EMBL-EBI) e dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno condotto uno studio di genetica umana su larga scala per identificare obiettivi farmacologici importanti per la gestione della COVID-19 nelle sue fasi iniziali. Lo studio e’ stato pubblicato su Nature Medicine. In Italia lo studio ha coinvolto un gruppo di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia: Claudia Giambartolomei, ricercatrice e tra i primi autori dello studio; Stefano Gustincich, Associate Director per le Tecnologie per le scienze della vita e Direttore del Central RNA Laboratory; e Gian Gaetano Tartaglia, Responsabile del RNA System Biology Lab. “Abbiamo usato – dice Claudia Giambartolomei, ricercatrice dell’IIT – associazioni genetiche misurate nei dati umani su larga scala per prevedere gli effetti dei farmaci. Una volta identificati gli strumenti genetici corretti, queste associazioni possono essere utilizzate per collegare un gene che codifica un bersaglio del farmaco a una malattia senza aspettare i risultati degli studi clinici. Questo lavoro ha costituito uno sforzo collaborativo entusiasmante in cui esperti di diverse aree si sono riuniti e hanno risposto rapidamente a un bisogno urgente”. Per identificare tutti i geni codificanti proteine bersaglio di farmaci approvati o in fase di sviluppo clinico, i ricercatori hanno utilizzato metodi di analisi computazionale e il database di bioattivita’ ChEMBL. Questo approccio ha identificato 1.263 geni, che i ricercatori chiamano ” actionable druggable genome”. Hanno poi studiato la prevalenza di varianti di questi geni all’interno di due grandi campioni di dati genetici del VA’s Million Veteran Program e il Covid-19 Host Genetics Initiative. L’analisi ha coinvolto un totale di 7.554 pazienti Covid-19 ospedalizzati e piu’ di un milione di controlli. Questo approccio ha fornito prove genetiche per i farmaci che mirano a due proteine: ACE2 e IFNAR2. “Scoprire nuovi farmaci – dice Anna Gaulton, coordinatore del gruppo ChEMBL all’EMBL-EBI – di solito richiede molto tempo e questo e’ un problema considerando l’urgenza della pandemia. Il database ChEMBL ci permette di identificare rapidamente i bersagli proteici dei farmaci attualmente disponibili e dei composti in fase avanzata di sperimentazione clinica. Incrociare queste informazioni con i risultati delle analisi genetiche ci permette di individuare nuove potenziali opportunita’ di riadattare dei farmaci per il trattamento della Covid19.”