Scienza, rimuovere il piombo dall’acqua attraverso il lievito di birra riutilizzato

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(fonte foto Adobe Stock)

Il lievito di birra riutilizzato può offrire un modo economicamente vantaggioso per rimuovere il piombo dall’acqua L’innovazione nell’ambito della ricerca scientifica spesso si manifesta in soluzioni sorprendenti, talvolta provenienti da fonti inaspettate. Un esempio lampante di ciò è emerso da una collaborazione tra il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e la Georgia Tech, che ha portato alla creazione di un filtro altamente efficace per rimuovere il piombo dall’acqua, impiegando il lievito di birra riutilizzato. Ogni anno, i birrifici generano e scartano migliaia di tonnellate di lievito in eccesso, ma ora, grazie a questa nuova ricerca, tale eccedenza potrebbe trovare un impiego prezioso nel campo del trattamento delle acque.

Attraverso un processo denominato bioassorbimento, il lievito è in grado di assorbire rapidamente anche tracce di piombo e altri metalli pesanti dall’acqua. Ciò apre la strada a un metodo innovativo ed economicamente vantaggioso per la depurazione delle risorse idriche. Il filtro sviluppato consiste in capsule di idrogel contenenti lievito, che agiscono come una sorta di “pillola multivitaminica” per l’acqua. Le capsule, porose e sottili, consentono all’acqua di attraversarle, consentendo al lievito di assorbire il piombo presente, mentre rimane intrappolato all’interno.

Questo metodo si distingue per la sua efficacia e praticità, in quanto le capsule possono essere facilmente rimosse una volta completato il processo di filtraggio, lasciando l’acqua pronta da bere. Un aspetto significativo di questa tecnologia è la sua sostenibilità ambientale. Poiché il lievito è di origine biologica, benigno e biodegradabile, rappresenta un’alternativa vantaggiosa rispetto alle tecnologie tradizionali per la rimozione dei metalli pesanti dall’acqua. Inoltre, il processo potrebbe consumare meno energia rispetto ai metodi fisico-chimici convenzionali, come la precipitazione e la filtrazione su membrana. La portata di questa innovazione è notevole. Oltre alla sua potenziale utilità nelle case per filtrare l’acqua potabile, il processo potrebbe essere applicato su scala industriale per trattare grandi quantità di acqua negli impianti di trattamento. Ciò suggerisce un impatto significativo non solo sulla salute pubblica, ma anche sull’ambiente e sull’economia locale.

Guardando al futuro, i ricercatori mirano a sviluppare ulteriormente questa tecnologia per affrontare altri contaminanti in traccia, come i PFAS e le microplastiche, ampliando così il suo campo di applicazione e il suo impatto potenziale.