Scioglimento delle Regioni, Caldoro: Risparmio di 182 milioni

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Un risparmio di 182,4 milioni di euro ed in più la riduzione dei circa 400 processi pendenti per materia concorrente tra Un risparmio di 182,4 milioni di euro ed in più la riduzione dei circa 400 processi pendenti per materia concorrente tra Stato e Regioni. È una prima stima di uno studio al quale lavora Regione Campania, su dati della Conferenza Stato-Regioni, che deriverebbe dallo scioglimento degli enti e dalla loro costituzione in macroaree. Il tema è al centro del dibattito politico anche dopo l’intervento del premier Matteo Renzi che ha sottolineato la necessità di una riforma del Titolo V che tenga conto anche delle Regioni. Gli interventi possono essere fatti, secondo le indicazioni degli uffici legislativi, anche con legge ordinaria sulle materie concorrenti e le relative competenze gestionali e amministrative stabilite dalle attuali norme. Taglio delle spese da 228 a 45,6 milioni – Secondo lo studio, lo scioglimento delle Regioni, cavallo di battaglia del governatore campano, Stefano Caldoro, determinerebbe un risparmio per i costi relativi alle spese degli organi istituzionali che, da circa 228 milioni passerebbero a circa 45,6 milioni. La nuova geografia delle Regioni potrebbe prevedere un’area del Nord-Ovest, per Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta; una a Nord-Est per Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia; una al Centro per Lazio, Marche, Toscana e Umbria; una a Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia); infine una per le Isole con Sardegna e Sicilia. In base a questo schema, sarebbe anche rispettata la stessa ripartizione territoriale che viene utilizzata per l’Italia in sede Eurostat. “Così come sono le Regioni non possono funzionare” – La proposta è stata rilanciata ancora oggi da Caldoro, il quale ha sottolineato che “non è più tempo di aspettare” e che occorre mettere mano alla riforma dell’assetto istituzionale delle Regioni. “Vanno scelte e non è una provocazione, ma una proposta motivata e discussa tecnicamente – ha spiegato – Questo è il momento di avere coraggio”. Alle Regioni vanno restituiti i “compiti di programmazione e pianificazione senza alcuna funzione di gestione, cioè ciò che la Costituzione aveva all’inizio previsto per loro”. Invece di affrontare quello che per Caldoro è il principale problema e cioè il rapporto Stato-Regioni, si è preferito pensare allo scioglimento delle Province. Insomma, per Caldoro, “si gira attorno al problema”“Può sembrare strano che un presidente di Regione chieda di sciogliere il proprio ente – afferma – ma le Regioni, così come sono, non sono sostitutive dello Stato e non possono funzionare”. Dalla Regione fanno sapere che risparmi più consistenti arriverebbero poi dalla riduzione dei conflitti dinanzi alla Suprema Corte e dal passaggio da Enti di gestione ad Enti di programmazione.