Scompenso cardiaco, a Verona ultima tappa ‘I love life’

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Milano, 28 set. (AdnKronos Salute) – Gran finale a Verona per ‘I love life’, la campagna di informazione e sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco promossa da Novartis con il patrocinio di Aisc-Associazione italiana pazienti scompensati. La città di Romeo e Giulietta ospiterà domani sabato 29 settembre, nella Giornata mondiale del cuore, l’ultima tappa di un tour pensato per riscattare la ‘Cenerentola’ delle patologie cardiovascolari: la sindrome del cuore stanco, seconda causa di morte di Italia, con quasi 1 milione di malati nella Penisola di cui oltre 55 mila in Veneto. L’appuntamento è dalle 11 alle 13.30 in piazza Bra, con il gruppo di attori ‘Goodluckform’ diretto da Roberto Rocchi, che coinvolgerà i presenti in un’improvvisazione teatrale a tema. Alcune ‘cargo bike’ distribuiranno materiale informativo e peluche di ‘Cino’, un cuore stilizzato, personaggio protagonista della campagna.

I love life – ricorda una nota – ha fatto il giro d’Italia con un’attività teaser che si è svolta ad aprile nelle piazze di alcune fra le principali città italiane, attraverso la realizzazione di 3 opere create dagli street artist Elena Magenta (Milano), Daniele Tozzi (Roma) e dal duo Rosk e Loste (Palermo). Medici specialisti, pazienti, caregiver e cittadini hanno potuto inoltre partecipare ai ‘Cino Days’, incontri di awareness organizzati a Torino e in Sicilia, Emilia Romagna, Campania e Veneto. Fra le manifestazioni anche maxi eventi di sensibilizzazione rivolti al pubblico, il 12 maggio a Torino con artisti percussionisti, il 16 giugno a Napoli con un gruppo di tango, e domani Verona. Una pagina Facebook dedicata, https://www.facebook.com/AscoltailTuoBattitoITA/, è stata lanciata per divulgare informazioni sulla malattia, e per permettere di condividere esperienze e seguire le iniziative della campagna.

Poco conosciuto e sottodiagnosticato, lo scompenso cardiaco colpisce l’1-2% della popolazione italiana e fa registrare numeri in crescita. Complici dell’incremento il progressivo invecchiamento e gli avanzamenti nella terapia di coronaropatie e valvulopatie: uccidono meno, ma tra i sopravvissuti il cuore si sfianca. Ogni anno l’insufficienza cardiaca causa circa 190 mila ricoveri e genera una spesa totale prossima ai 3 miliardi di euro. La mortalità a 5 anni dopo un ricovero per scompenso è del 40-50%, e un paziente su 4 muore entro un anno dalla diagnosi.

La malattia compromette pesantemente la qualità della vita, ricordano gli esperti. I pazienti sono costretti a limitare via via le proprie attività quotidiane, fino a dover stare in poltrona o a letto nei casi più gravi. Una vita, quella degli ‘scompensati’, costellata da ricoveri ripetuti che nel tempo diventano sempre più frequenti e ravvicinati, fino a condurre alla morte che può stroncare anche all’improvviso. Una patologia subdola, perché spesso il paziente dopo un primo ricovero torna a casa, passato l’episodio acuto si sente “come prima” e inizia a trascurarsi lasciando che lo scompenso cardiaco prenda piede. Anche in assenza di sintomi evidenti di peggioramento, infatti, la malattia avanza e il rischio cresce.

‘I love life. Il cuore è imprevedibile, lo scompenso no. Curarlo si può. Non lasciare andare la tua vita’ è il titolo completo della campagna, che si è proposta di “far conoscere l’importanza e la severità di questa patologia, per consentire a chi ne soffre di rivolgersi tempestivamente a uno specialista e trovare delle soluzioni che permettano di riprendere in mano la propria vita”.

“Grazie alle recenti innovazioni terapeutiche – sottolineano gli specialisti – oggi lo scompenso cardiaco può essere curato in maniera efficace con farmaci in grado di produrre benefici clinici a lungo termine. Studi clinici hanno dimostrato come questa nuova classe di farmaci, gli ‘Arni’, prolunghi la durata della vita con valori medi intorno a un anno e mezzo in un soggetto di 60 anni, ma con punte fino a 2-3 anni in più rispetto alle terapie fino ad oggi disponibili”.