Scoperto il segreto del letargo degli scoiattoli. Dai viaggi spaziali a numerose malattie: ecco tutte le possibili applicazioni

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(foto da Pixabay)

Quando gli scoiattoli diminuiscono il livello di attività durante l’inverno riescono a ottimizzare i processi metabolici grazie a particolari microbi intestinali, che riciclano l’urea per reintegrare nell’organismo gli amminoacidi e permettere agli animali di sopravvivere per lunghi periodi di digiuno e inattività. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli scienziati dell’Université de Montréal, che hanno analizzato i meccanismi del letargo negli scoiattoli durante i mesi invernali.
Il team, guidato da Matthew Regan, ha analizzato degli esemplari di Ictidomys tridecemlineatus, una delle poche specie di scoiattoli che entrano in letargo, per capire i processi metabolici durante il periodo di inattività. Gli studiosi hanno ripreso una teoria postulata negli anni ’80, secondo cui gli organismi degli animali durante il letargo riescono a riciclare proteine e amminoacidi grazie al recupero dell’urea. Questi risultati, sottolineano gli esperti, potrebbero avere applicazioni per i viaggi spaziali. Se si riuscisse a ridurre al minimo i problemi di perdita muscolare dovuti alla soppressione della sintesi proteica, infatti, la salute degli astronauti potrebbe migliorare significativamente durante lunghi voli attraverso lo spazio profondo.
I ricercatori hanno progettato una serie di esperimenti per indagare le fasi del processo di recupero dell’urea negli scoiattoli. Gli studi sono stati condotti in estate, durante la massima attività degli animali, all’inizio dell’inverno, circa un mese prima del periodo di inattività maggiore, e nel pieno del freddo invernale. Per valutare da cosa dipendesse la capacità di riciclo, gli scienziati hanno confrontato l’organismo di scoiattoli con microbiomi intestinali intatti e altri con microbiomi impoveriti. “Abbiamo scoperto chiare evidenze del recupero di azoto negli scoiattoli con microbiomi non alterati – afferma Regan – mentre negli altri animali non emergevano segni di recupero di azoto ureico in alcuna fase. Il nostro lavoro indica che il recupero dell’azoto ureico contribuisce a ottimizzare la funzione muscolare degli scoiattoli e allo stesso tempo promuove il successo riproduttivo durante la stagione degli amori”. Gli scienziati precisano che queste scoperte potrebbero anche essere utili nello sviluppo di trattamenti e approcci terapeutici contro l’atrofia muscolare, come conseguenza di diversi disturbi, come malnutrizione o sarcopenia. “I meccanismi per il recupero dell’azoto dall’urea sembrano essere funzionali anche negli esseri umani – commentano gli scienziati – gli interventi diretti al microbioma per il riciclaggio dell’urea potrebbero costituire una potenziale terapia per il trattamento di una serie di difficoltà cliniche”.