Scoraggiare le frodi assicurative? Si può, ecco come. Rc auto, esperti a confronto a Napoli

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Umberto Guidoni, responsabile del Servizio Auto di Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici)

Come scoraggiare le frodi assicurative: se ne è discusso a Napoli (martedì 15 gennaio a Palazzo di Giustizia) in un convegno promosso dalla commissione responsabilità professionale del Consiglio dell’Ordine degli avvocati con il patrocino della biblioteca De Marsico.I dati contenuti nell’ultimo Bollettino Statistico dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) sul contenzioso rc auto sono impressionanti: al 31 dicembre 2016 sono circa 250 mila le cause pendenti in ambito assicurativo per un importo pari a 6,85 miliardi di euro. Una conflittualità che si ripercuote su tutti gli assicurati, ma soprattutto su coloro che hanno subito dei danni, perché finisce per rallentare tutta la complessa macchina burocratica che ruota attorno al mondo delle assicurazioni automobilistiche. A farne le spese sono anche gli avvocati, come ha sottolineato Alessandro Gargiulo, coordinatore della Commissione Responsabiltà professionale di Coa Napoli: “A Napoli – ha affermato Gargiulo – sono iscritti 13 mila avvocati, forse troppi, ma certo non si può pensare che siano tutti truffaldini. Sono avvocati onesti, che fanno responsabilità civile, e la fanno anche ad un certo livello, onestamente, e vorrebbero un servizio della giustizia migliore: che invece diventa sempre peggiore”. Per Riccardo Vizzino, avvocato del foro di Lagonegro, “le truffe assicurative costituiscono un costo enorme che ricade su tutti gli assicurati e i danneggiati onesti; causano ritardi nella liquidazione dei sinistri, e hanno conseguenze negative soprattutto su coloro che hanno subìto danni gravi: a causa della conflittualità provocata dai sinistri dubbi non c’è il tempo per liquidare tempestivamente quello che andrebbe liquidato subito”. Antonio Coviello, docente di Marketing assicurativo all’Università Suor Orsola Benincasa, ha ricordato che a distanza di 20 anni dalla pubblicazione del libro con cui denunciava le criticità del sistema , le troppe collusioni, i tanti falsi testimoni, le cose non sono molto migliorate: e come la disonestà di pochi avvocati e giudici di pace compresi, vada a discapito di tutti “perché queste truffe comportano un aumento delle tariffe e dei costi che pagano i cittadini onesti”.
E’ necessario dunque individuare le criticità che favoriscono il proliferare delle frodi a danno delle imprese assicurative, deflazionando il contenzioso e realizzando una più tempestiva ed efficace tutela del cittadino danneggiato, soprattutto nelle trattative stragiudiziali. E qualche passo in questo senso si sta facendo. Come ha spiegato Umberto Guidoni, responsabile del Servizio Auto di Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici). Guidoni ha ricordato che in alcune città, tra le quali Napoli, “abbiamo fatto accordi con la Procura generale per cercare di avviare procedure che ci consentano di incrociare le informazioni su varie fattispecie di incidenti, in particolare quelli stradali, ma non solo. Inoltre abbiamo avviato, all’interno delle imprese, attività antifrode con focalizzazioni specifiche e scambi di informazioni che ci consentono di individuare per tempo testimonianze false e comportamenti scorretti”. “Ma sorpattutto, grazie all’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) e al suo archivio integrale antifrode – ha concluso Giuidoni – abbiamo ora la possibilità, prima di liquidare un incidente stradale, di accedere a informazioni che possono metterci in guardia sulla reale credibilità dei soggetti coinvolti”.