Scozia, disperato appello di Cameron all’unità

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A cura di Antonio Arricale A meno di due giorni dal referendum secessionista della Scozia dal Regno Unito i sondaggi continuano a dare, con margini evidenti di incertezza da entrambi i punti A cura di Antonio Arricale A meno di due giorni dal referendum secessionista della Scozia dal Regno Unito i sondaggi continuano a dare, con margini evidenti di incertezza da entrambi i punti di vista, ora il fronte del “sì” ora quello del “no” in vantaggio. Intanto, negli ultimi comizi della campagna referendaria da registrare l’appello accorato e per certi versi disperato, a un tempo, del premier britannico David Cameron: “La separazione della Scozia dal Regno Unito sarà un divorzio doloroso – ha detto –. Se il problema sono io o il Governo da me guidato, sappiate che né io né questo Governo saremo in carica per sempre. Ma se voi lasciate il Regno Unito, allora sì che sarà per sempre”. Le agenzie di stampa riferiscono che avesse quasi le lacrime agli occhi, il premier britannico, mentre da Aberdeen, una piccola ma operosa cittadina della Scozia, pronunciava l’ultimo accorato appello agli scozzesi. Il referendum secessionista – ricordiamo – è stato promosso dallo Scottish National Party, il partito nazionalista guidato da Alex Salmond. Con riferimento a questi Cameron ha spiegato alla platea che la Scozia indipendente sognata da Salmond è “troppo bella per essere vera”. E ha aggiunto: In realtà, il Paese dovrebbe affrontare un “divorzio doloroso”, vedere alzati confini che implicherebbero l’uso del passaporto per far visita ad amici e parenti, abbandonare la sterlina e l’appoggio dell’esercito britannico, andare incontro ad una crisi economica e al danneggiamento della propria reputazione a livello internazionale. Moltissimi londinesi, ha concluso Cameron, sperano che la Scozia non si allontani, esattamente come gli Stati Uniti, dai quali Downing Street ha ricevuto ieri l’endorsement ufficiale. Immediata la risposta di Alex Salmond: “Se vinceranno i ‘no’ non ci sarà un altro referendum negli anni a venire”, ha replicato. Borse asiatiche Tokyo chiude ancora in rosso Giornata negativa per la borsa di Tokyo, che ha chiuso le contrattazioni in rosso, proseguendo il movimento di correzione avviato da alcuni giorni, il più lungo e incisivo dal 2002. L’Asia, come il resto del mondo, continua a scontare le prospettive di rallentamento, legate anche alla frenata dell’economia cinese, mentre aspetta le decisioni della Fed domani sera. A Tokyo, l’indice Nikkei ha perso così lo 0,21% a 15914,09 punti, mentre il Topix ha lasciato sul terreno lo 0,22% a 1310,86 punti. Tra le altre borse asiatiche Seul ha terminato in rialzo dello 0,35%, mentre Taiwan ha perso lo 0,91%. In prevalenza negative le altre piazze asiatiche che chiuderanno più tardi le contrattazioni, con Hong Kong che cede lo 0,32%, Shangai lo 0,74%, Singapore lo 0,78%, Kuala Lumpur lo 0,45%, Jakarta lo 0,09% e Mumbay lo 0,11%. In attivo Bangkok +0,16%. Borsa Usa Wall Street ha chiuso contrastata, DJ +0,26%, Nasdaq -1,07% Tornano le vendite sui titoli caldi del settore tecnologico e biotecnologico. Tra i peggiori, Tesla Motors è calata del 9,1% dopo un downgrade di Morgan Stanley. Non se la sono vista molto meglio Facebook, TripAdvisor e Twitter con cali superiori al 3,5%. Nel reddito fisso, i Treasury tornano a crescere dopo una settimana di ribassi consecutivi. Il titolo benchmark ha perso 2,5 punti base chiudendo con un rendimento del 2,591%. Il titolo trentennale è calato di un punto base finendo a 3,342%. I bond a 5 anni hanno terminato con rendimento all’1,792%. Sui mercati valutari, l’euro è sceso a 1,2939 dollari, il biglietto verde è calato contro lo yen a 107,17 ma ha guadagnato terreno sul franco svizzero a quota 0,9350. La sterlina è arretrata a 1,6232 dollari. Europa Borse all’insegna della cautela Bilancio negativo per le principali borse europee, che avviano le contrattazioni in rosso, assieme alla borsa di Milano, dopo l’ennesima chiusura debole dell’Asia. I mercati mondiali aspettano ancora il verdetto della Federal Reserve, che domani riunirà il comitato di politica monetaria (FOMC), per decidere la nuova strategia. Sono in molti ad attendere il concretizzarsi di una exit strategy entro il primo semestre del 2015, mentre i rendimenti dei Treasury decennali restano in tensione, anticipando un probabile rialzo dei tassi a breve. Debole la chiusura per le principali borse europee in attesa di conoscere le decisioni che verranno prese in occasione della riunione del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve statunitense, attese per domani sera. Occhi puntati degli operatori anche all’esito del referendum sull’indipendenza in Scozia. E così a Francoforte il Dax ha chiuso con un rialzo dello 0,09% a 9.659,63 punti, il londinese Ftse100 ha perso lo 0,04% a 6.804 punti, il parigino Cac40 ha ceduto lo 0,29% a 4.428,63 punti mentre a Madrid l’Ibex35 ha mostrato un ribasso dello 0,44% a 10.841,30 punti. Italia Apertura poco mossa in attesa dello Zew e della Federal Reserv Apertura sulla linea della parità a Piazza Affari, stamane. Ieri la borsa ha chiuso in ribasso nel giorno in cui è arrivata la doccia fredda sull’Italia da parte di Ocse e Standard & Poor’s. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,38% a 12,54 euro, Mps il 3,75% a 1,103 euro, Bpm il 2,67% a 0,617 euro, Mediobanca l’1,56% a 6,935 euro, Ubi Banca l’1,55% a 6,315 euro, Unicredit l’1,51% a 6,195 euro. In controtendenza Intesa Sanpaolo che ha guadagnato lo 0,16% a 2,426 euro. Male A2A (-1,14% a 0,821 euro) dopo la precisazione della società in merito alle indiscrezioni di stampa riguardanti il progetto di fusione tra la multiutility lombarda e Iren (controllata da Torino con Genova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia). Finmeccanica (+0,98% a 7,70 euro) protagonista in scia alle nuove indiscrezioni di stampa. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la francese Thales avrebbe presentato nelle scorse settimane una proposta non vincolante che dov rebbe essere seguita nei prossimi giorni dall’offerta vincolante con relativo piano industriale per lo sviluppo della divisione trasporti di Ansaldo. Tonica Moncler che ha mostrato un progresso dell’1,57% a 12,29 euro beneficiando della promozione giunta questa mattina da parte degli analisti di JP Morgan che hanno alzato il giudizio a overweight dal precedente neutral. Gli investitori europei questa mattina aspettano l’indice tedesco Zew, con un occhio Oltreoceano dove oggi inizierà la riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve.


I dati macro attesi oggi Martedì 16 settembre 2014 10.30 GBR Prezzi consumo 10.30 GBR Prezzi abitazioni 10.30 GBR Prezzi produzione 11.00 EUR Indice costo lavoro 11.00 DEU Indice ZEW 14.30 USA Prezzi produzione 15.00 USA Flussi capitali