Chi scriverà la nostra storia: al Metropolitan di Napoli con il console Dal Verme

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In foto Dario Dal Verme

Un film decisamente forte, tecnico nella sua ricostruzione e completo nei passaggi descrittivi: Lunedì 28 Gennaio 2019 al cinema Metropolitan di Napoli in occasione della Giornata della Memoria , Wanted Cinema distributore in collaborazione con il Consolato Onorario della Repubblica di Polonia a Napoli ha organizzato una proiezione speciale del film ‘Chi scriverà la nostra storia’, di Toberta Grossman, Usa 2018, prodotti da Nancy Spielberg. Ad introdurla il Prof. Andrea D’Onofrio, docente dell’Università degli Studi di Napoli, il Console Onorario della Repubblica di Polonia per la Regione Campania, Dott. Dario dal Verme e la Prof.ssa Suzana Glavas , filologa e studiosa della Shoah.
Il film rappresenta un documento fondamentale per la storia dell’olocausto , che racconta del prezioso ‘Archivio Ringelblum’, intrecciando ricostruzioni storiche a immagini dei testi contenuti nello stesso, filmati rari dell’epoca e nuove inchieste, con nuove interviste. Nel Novembre del 1940, dopo l’occupazione della Polonia , le autorità naziste tedesche rinchiusero 450 mola ebrei nel ghetto di Varsavia . Un gruppo segreto composto da giornalisti, scrittori, ricercatori e capi della comunità , guidati dallo storico Emanuel Ringelblum , decise di combattere le menzogne e la propaganda dei feroci oppressori raccogliendo e nascondendo documenti e testimonianze ai posteri: “La Polonia e’ stato il Teatro più importante e’ meta della popolazione del ghetto per malattia e fame fu decimata . I nazisti accerchiarono il ghetto e da esso era impossibile uscirne. Oggi dobbiamo stare veramente attenti affinché passi la storia vera e non quella finta “.
Il professor D’Onofrio ha ricordato che stava andando in discussione una legge secondo la quale non doveva essere più consentita alcuna connessione tra l’olocausto e la Polonia , con pene detentive anche fino a tre anni. La Prof.ssa Gravas ha ricordato la genesi del film e la realtà raccontata: una vita vissuta per raccogliere memorie degli accadimenti come pietre preziose, che costituisce l’unica fonte attendibile di quello che successe nel ghetto di Varsavia; scritture che furono variate ad un certo punto dal linguaggio irish a quello ebraico; una situazione di degrado unico di un ghetto che era separato da un muro dall’altra parte e che insorse , con scontato epilogo, non per variare le sorti della guerra ma per provare a se stessi la capacità di reagire come unica dignità di un popolo che ha così combattuto la logica distruttrice che lo vuole annientato.