
Il comune di Shimotsuke, nella prefettura di Tochigi, nel Giappone orientale, avvierà dal primo settembre un progetto pilota che utilizza robot avatar per sostenere gli studenti che rifiutano la frequenza scolastica o soffrono di ‘ansia sociale’. Lo anticipa il giornale Mainichi Shimbun, che spiega come si tratti della prima sperimentazione di questo tipo nella regione e una delle poche a livello nazionale. I piccoli robot bianchi, denominati “OriHime” e alti circa 20 centimetri, saranno dotati di telecamera, microfono e altoparlante, e gli studenti assenti potranno controllarli a distanza tramite tablet o smartphone, vedendo e ascoltando in tempo reale quanto accade in classe e interagendo con compagni e insegnanti attraverso la voce o la chat.
I robot possono anche compiere 20 movimenti pre-impostati – tra cui muovere il capo e alzare la mano, per favorire un senso di presenza e coinvolgimento. Le unità saranno collocate presso il centro comunale di supporto all’istruzione, una struttura già utilizzata da alunni in difficoltà. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione locale è ridurre il carico psicologico sui minori, creando un ponte con la vita scolastica a partire da un ambiente ritenuto sicuro, per poi favorire un graduale ritorno alla frequenza in presenza. Il progetto avrà durata quadrimestrale e sarà valutato per un’eventuale prosecuzione. “Vogliamo costruire un sistema di sostegno caloroso che non lasci indietro nessuno”, ha dichiarato il sindaco Tetsuya Sakamura, esprimendo l’auspicio che l’iniziativa possa essere un primo passo verso il ritorno a scuola e ai incontri dal vivo, “secondo le esigenze di ciascun bambino”. Secondo il Ministero dell’Istruzione, il fenomeno del rifiuto scolastico, noto in Giappone come futōkō, è in costante crescita, con oltre 340.000 casi registrati nelle scuole elementari e medie nell’ultimo anno fiscale. Gli esiti del progetto sono attesi entro gennaio 2027.





































