Scuola: Anief, in piazza per stabilizzare tutto il personale precario

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Roma, 23 mar. (Labitalia) – Stabilizzazione di tutto il personale precario docente e risarcimento per l’abuso dei contratti a termine, adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, inclusi i posti in deroga, per sbloccare assunzioni e trasferimenti. Sono solo alcune delle richieste che oggi, manifestando in piazza davanti alla sede del Miur di viale Trastevere, ha fatto l’Anief in occasione dello sciopero nazionale di tutto il personale docente e Ata, precario e di ruolo, durante l’insediamento delle Camere al Parlamento.

“Oggi che si insedia il Parlamento -spiega a Labitalia Marcello Pacifico, presidente Anief- è una data simbolica. Nel giorno in cui la politica italiana riprende a valutare i suoi percorsi, noi chiediamo alla politica di riaprire le gare come è stato fatto altre due volte”.

“Chiediamo -sottolinea- di consentire non solo alle 50mila maestre con diploma magistrale, ma anche a chi si è abilitato con il ‘tfa’, gli insegnanti tecnico-pratici, a chi è laureato in Scienze della formazione, a chiunque è abilitato, di inserirsi in queste graduatorie, perché dalle graduatorie ogni anno chiamiamo 100mila supplenti e dalla graduatoria siamo chiamati ad assumere il personale”.

“E’ una questione semplice -ribadisce Marcello Pacifico- il Parlamento ne deve prendere atto: è arrivato il momento che ascolti finalmente, in questa legislatura, non solo la piazza ma anche la coerenza, la ragionevolezza e l’intelligenza di cominciare a risolvere il problema del precariato che non può continuare in questo modo”.

“Dopo tre mesi -ricorda- si aspetta un parere dell’Avvocatura che non arriva. L’Anief ha fatto avere un suo parere da parte di un eminente giurista che ha detto chiaramente: ‘chi è stato assunto dopo aver superato il periodo di prova non può essere licenziato’. Anief, in passato, quando ha organizzato altre manifestazioni, è riuscita a riaprire le gare”.

“Il problema del precariato -dice ancora il sindacalista- non si risolve con una nuova fase transitoria, il nuovo concorso docenti, ma andando ad assumere coloro che ogni giorni insegnano nelle nostre scuole. L’unico modo per assumerli è inserirli nelle gare”.

“Con la scuola dell’autonomia -chiarisce Macello Pacifico- la stessa riforma Gelmini ed infine la Legge 107/2015, voluta contro tutto e tutti dal Governo Renzi, i compiti del personale Ata sono aumentati a dismisura. Basta mettere a confronto un contratto precedente al DPR 275/1999 per rendersi conto degli alti carichi di lavoro che gravano su questi dipendenti. Ma anziché incrementare il numero di Ata si è riusciti nell’impresa di ridurne la capienza. Lo stesso incremento di qualche migliaio di unità, cui abbiamo assistito quest’anno, è stato vanificato dai tagli che ‘sotto traccia’ si sono continuati a fare”.

“La stessa Buona Scuola di Renzi -ricorda- ha prima permesso il travaso di migliaia di posti ai lavoratori perdenti posto delle province, contro il quale abbiamo anche avviato una class action; successivamente, il Governo a maggioranza Pd ha dimenticato di inserire il personale Ata sia nel piano straordinario di assunzioni, sia nel potenziamento scolastico, come se i progetti e le attività aggiuntive si possano realizzare senza collaboratori scolastici e assistenti”.

“Poi -aggiunge- c’è il blocco della mobilità professionale: da diversi anni, infatti, non si permette più alcun passaggio su ruolo superiore, pur in presenza di titoli di studio e comprovata acquisizione di competenze previo corso-concorso interno all’amministrazione, come prevista da una apposita legge. E che dire delle retribuzioni più basse della Pa italiana? Questi lavoratori continuano ad essere considerati di serie B: noi non ci stiamo, per questo siamo al loro fianco e intendiamo continuare le battaglie legali e legislative che oggi ci hanno portato a scioperare e a scendere in piazza a Roma”.