Scuola, attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia: c’è il corso per docenti

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“Per ogni bambino la giusta opportunità”: si chiama così il corso di formazione, organizzato dall’Unicef, insieme con la Direzione Generale dell’Ufficio scolastico della Campania e con il patrocinio morale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che proseguirà fino a maggio, a Napoli. Il corso è rivolto ai docenti referenti del progetto “Scuole Amiche”, volontari e studenti universitari; si articola su 10 incontri, per un numero di trenta ore complessive, e prevede un incontro settimanale. Il Comitato regionale Campania per l’Unicef e la Direzione generale dell’Usr Campania rafforzano, in questo modo, si sottolinea, ”il progetto Scuole Amiche, che ha l’obiettivo di attivare prassi educative volte a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e coinvolge dirigenti scolastici, docenti e alunni in un percorso che mira a dare piena attuazione al diritto all’apprendimento dei bambini e dei ragazzi”. “L’Ufficio scolastico regionale della Campania – è il messaggio del direttore Luisa Franzese – rafforza così la sua partecipazione ai lavori dell’Unicef, in seguito al quarto Protocollo di intesa, siglato nel novembre 2017 nell’ambito della 28esima Giornata dell’infanzia”. Obiettivo del protocollo, si rileva, è continuare a dare risposte ai bisogni della persona in formazione, nell’ambito dell’Educazione ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dell’educazione allo sviluppo, alla convivenza civile con particolare riferimento al fenomeno dell’inclusione dei diversi e dei minori stranieri non accompagnati (Msna), dell’educazione all’ascolto, dell’educazione alla pace, dell’educazione all’intercultura, alla solidarietà, alla cittadinanza, alla partecipazione e alla qualità della vita. La presidente del Comitato Regionale Campania per l’Unicef, Margherita Dini Ciacci, ha ricordato “la necessità di trattare i temi caldi che coinvolgono oggi bambini e adolescenti della città, della regione e del mondo”. “Un impegno che deve, però, coinvolgere tutti gli interlocutori fisiologici del bambino – ha concluso – famiglie, scuole, istituzioni e il mondo del volontariato ugualmente responsabili di ciò che sta avvenendo in questi giorni”.