Scuola, personale Ata in rivolta: 3mila campani pronti a occupare le aule

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Personale Ata della scuola in rivolta. Con una lunga nota si avvia di fatto lo stato di agitazione in Campania. “La scrivente Organizzazione Sindacale – si legge nel documento – con la presente vuole rendere pubblica la nota inviata il 21 novembre 2018 al Ministro del Miur Marco Bussetti e al sottosegretario Salvatore Giuliano in cui si descrive la problematica di 12.000 lavoratori (circa 3.000 in Campania una 30ina sul comune di Pompei) in servizio nelle scuole dal 1996, prima come Lsu poi dal 2001 dipendenti di cooperative/ditte attraverso un appalto pubblico.
Lavoratori che in realtà avrebbero dovuto essere assunti dagli enti utilizzatori grazie al diritto di una riserva del 30% dei posti pubblici ma come spesso succede in questo paese si decise poi di stabilizzare nelle ditte/cooperative. La Usb da sempre rivendica il riconoscimento del servizio prestato dei lavoratori e l’assunzione Ata degli stessi.
Con questo nuovo Governo ci eravamo quasi riusciti, infatti il deputato Luigi Gallo ha conseguito l’approvazione della Commissione Cultura e della Commissione Lavoro alla Risoluzione 37 (a firma Lega e 5 Stelle) che determinava un impegno governativo ad assumere tutti i lavoratori in appalto così come già avvenuto a una parte di lavoratori ex Lsu in servizio nelle scuole di Palermo, con la precedente legge di bilancio che dal 1 settembre 2018 sono stati assunti come collaboratori scolastici.
Il passo successivo sarebbe dovuto essere la trascrizione nella legge di Bilancio che purtroppo non è avvenuta, anzi ci siamo ritrovati un nuovo finanziamento degli appalti. Pertanto siamo fortemente preoccupati in quanto i lavoratori non riescono più a sostenere le continue problematiche scaturite da un appalto rivelatosi in tutti questi anni fallimentare.
In questo momento ad esempio in Campania i dipendenti della ditta Gamba Facility Management e della ditta La Partenope non hanno ancora percepito lo stipendio di ottobre 2018. In altre regioni come il Lazio abbiamo situazioni maggiormente drammatiche, con mancate retribuzioni di oltre 10 mensilità.
Per non parlare di tutto il resto, come ad esempio aumenti spropositati dei carichi di lavoro a personale ormai sessantenne, trasferte non retribuite, lavori di decoro e piccola manutenzione a personale senza Specializzazione, ecc. Pochi giorni fa abbiamo incontrato il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio chiedendo un suo interessamento, il 20 novembre abbiamo incontrato al Miur di Roma il sottosegretario Salvatore Giuliano a cui abbiamo chiesto di sollecitare un incontro urgente con il Ministro Marco Bussetti.
Il 30 novembre la USB ha proclamato uno sciopero nazionale di tutti gli addetti con presidio sotto Montecitorio.
Chiederemo fortemente a questo Governo l’assunzione del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario, i cosiddetti lavoratori “invisibili” della scuola – dichiara Maurizio De Martino dell’Esecutivo Regionale USB – siamo pronti alle barricate e ad occupare le scuole su tutto il territorio Nazionale. Non permetteremo a nessuno di far pagare ai lavoratori il disastro della mala politica che ha caratterizzato per oltre vent’anni l’Italia”.

LEGGI LA LETTERA INVIATA AL MINISTRO