Scuola, procedure a rilento per il reclutamento dei presidi

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In foto Luisa Franzese, direttore generale dell'Ufficio Scolastico regionale della Campania

Il Centro studi del sindacato Udir sta in questi giorni monitorando i siti degli Uffici scolastici regionali costantemente, al fine di poter aggiornare in tempo reale i dati relativi alle reggenze assegnate in tutta Italia. “La lista è purtroppo ricca e la situazione che si prospetta non è certamente delle più tranquille – si legge in una nota – le regioni con i numeri più alti sono la Lombardia (con 329 reggenze), il Veneto (259) e la Toscana (148). Inoltre, risultano essere 10 i dirigenti scolastici neoimmessi in Sicilia e 49 in Campania”. Per l’Udir “è necessario semplificare le procedure di selezione e formazione del nuovo concorso in atto ed è necessario riaprire una procedura riservata ai ricorrenti del 2011, per evitare l’annullamento del corso riservato svoltosi nel 2015, quando si pronuncerà la Consulta in autunno sulla Buona Scuola. Da un anno abbiamo evidenziato il grave problema delle reggenze scolastiche; inoltre, con l’inizio dell’anno scolastico, a seguito dei pensionamenti volontari e d’ufficio, aveva già preannunciato che sarebbero state oltre 2mila le scuole prive del loro capo d’istituto. Insomma, quella che doveva essere una situazione transitoria sta divenendo una bruttissima abitudine”. Marcello Pacifico presidente nazionale Udir afferma come “questa situazione che andiamo osservando e che riguarda tutte le regioni italiane non farà che accrescere il caos nelle nostre scuole: noi abbiamo più volte proposto soluzioni a costo zero per ovviare almeno temporaneamente a questi disservizi annunciati. Come pretendere, infatti, una migliore prestazione se si svilisce il ruolo del dirigente scolastico che è già in molti casi impegnato a gestire più di 1500 alunni e 250 lavoratori tra docenti e Ata per una singola istituzione scolastica, con più plessi spesso distanti tra loro e in comuni diversi. Dove sono le promesse ascoltate in campagna elettorale? Come sindacato di categoria ci siamo messi e ci mettiamo a disposizione: i lavoratori della scuola e i discenti hanno bisogno di sentirsi tutelati e noi stiamo facendo il possibile. Ma ora attendiamo i fatti”.