Scuola, si torna in classe: la Campania valuta test anti-covid

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Il Veneto sceglie i molecolari, mentre Campania e Lombardia stanno valutando se adottare questa strada, altre Regioni potrebbero invece preferire i test antigenici rapidi: alle porte della riapertura delle scuole le Regioni hanno la facolta’ di decidere in piena autonomia la strategia da adottare per individuare e bloccare sul nascere eventuali focolai, ma secondo alcuni esperti e’ fondamentale fare i conti con l’affidabilita’ e l’efficienza. I test piu’ affidabili restano quelli molecolari che utilizzano il prelievo con il tampone naso-faringeo. Il Veneto ha deciso in questa direzione, mentre la Lombardia sta valutando e la Campania sta valutando l’uso di strumenti miniaturizzati, che possono essere controllati da remoto e i cui dati vengono visualizzati in tempo reale. Un’altra opzione per le scuole sono i test salivari molecolari sono considerati decisamente attendibili: “come indicano i dati finora pubblicati, la saliva e’ un’ottima matrice biologica per lo screening del virus SarsCov2”, osserva il virologo Francesco Broccolo, dell’Universita’ Bicocca di Milano e direttore del laboratorio Cerba di Milano. “Nella saliva e’ possibile identificare il virus fin dagli stadi precocissimi dell’infezione, vale a dire che il virus e’ presente nella saliva anche nei primi sette giorni dal contagio nel 100% dei casi”. Diverso, rileva il virologo, e’ lo screening basato sui test antigenici rapidi: “il problema, in questo caso, e’ la scarsa sensibilita’”, osserva Broccolo. Se la sensibilita’ e la specificita’ di questi test sono valutate maggiori del 95%, questo secondo il virologo si deve al fatto che entrambi i valori “sono calcolati su campioni prescelti con un’alta carica virale”. Il problema, allora, e’ nel fatto che “un risultato positivo lo e’ davvero, grazie all’elevata specificita’ di questi test, ma un risultato negativo potrebbe non essere tale a causa della bassa sensibilita’ analitica e clinica- Il rischio e’ di avere nelle scuole molti falsi negativi”, osserva Broccolo. Queste le opzioni per le Regioni, che oltre al tipo di test potranno scegliere in autonomia se fare gli screening nelle classi o delegarli alle famiglie. “Sono libere di scegliere ed e’ importante che scelgano con prudenza l’approccio di screening”, osserva Broccolo. Il rischio, conclude, e’ di avere un’Italia divisa, con Regioni piu’ virtuose, che utilizzeranno i test molecolari, e altre che si preferiranno i test antigenici rapidi, con il rischio di non riuscire a rilevare in tempo eventuali focolai di sfuggire al tracciamento”.