““Sono stati 20 mila i magistrati che hanno partecipato ai corsi della Scuola. Considerando che i magistrati italiani in servizio sono poco più di 10 mila, ciò significa che, mediamente, ciascuno ha frequentato più di un corso nell’anno: dunque, se la mia lettura è corretta, la Scuola si è rivelata in grado di espandere mediamente l’accoglienza in più di un corso l’anno”. Lo ha dichiarato Silvana Sciarra, presidente della Scuola Superiore della Magistratura, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno formativo 2026 a Castel Capuano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Dalla relazione inviata al Consiglio Superiore della Magistratura e al ministro della Giustizia, ha aggiunto, “il totale dei magistrati coinvolti nei vari moduli formativi ammonta a 57 mila nello scorso anno”. A giugno sono attesi “440 magistrati in tirocinio” e “ben 1.281 hanno riempito le aule della Scuola negli ultimi due anni”.
Numeri che, secondo Sciarra, certificano “la significativa crescita della domanda di formazione”, legata alla “diversificazione dell’offerta formativa” e alla rapidità nell’erogazione dei corsi.
Formazione libera come presidio di autonomia
La presidente ha rivendicato con forza il valore dell’autonomia: “Un’accurata gestione della formazione dei magistrati libera, e sottolineo, libera da condizionamenti ed estranea alle asperità del confronto politico è sinonimo di indipendenza”. La comunità della Scuola, ha aggiunto, è “corroborata da una profonda lealtà istituzionale”.
Un passaggio che lega direttamente qualità della formazione e indipendenza della magistratura, in un momento in cui il tema del rapporto tra giustizia e politica resta al centro del dibattito pubblico.
Il dialogo con le istituzioni culturali
Nel suo intervento Sciarra ha poi sottolineato il rafforzamento dei legami con il territorio. A Napoli “si sono rafforzati i legami con alcune istituzioni culturali attraverso la firma di convenzioni”, a partire dal Teatro di San Carlo, che ha accompagnato la cerimonia con i suoi musicisti.
Richiamate anche le collaborazioni con l’Archivio Storico del Banco di Napoli, il Museo civico Filangeri e la Cappella e Museo del Tesoro di San Gennaro. “Ricordo inoltre la collaborazione con il Parco archeologico di Ercolano che rende tangibile la vicinanza tra cultura artistica e formazione dei magistrati chiamati a seguire i corsi all’interno del sito, un’esperienza che si è rivelata molto fruttuosa e molto attraente per i magistrati”, ha sottolineato.
Forte anche “il raccordo con il Pio Monte della Misericordia”, la cui prossimità consente ai partecipanti “rapide immersioni” nell’osservazione delle “Sette opere della Misericordia”.
Un intreccio tra formazione giuridica e patrimonio culturale che, nelle parole della presidente, si inserisce in una visione più ampia di magistrati “pienamente consapevoli del proprio ruolo e da nient’altro influenzabili, se non da un genuino desiderio di apprendere in un confronto aperto”.






































