Scuole chiuse, in Piazza del Plebiscito la protesta degli invisibili

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Piazza del Plebiscito invasa da banchi vuoti e tanti cartelli. E’ la protesta degli alunni invisibili, quelli a cui la Regione Campania (unica in Europa) nega il diritto allo studio in presenza e le famiglie non sono in grado di assicurare la didattica a distanza. E’ il popolo dei minori che vivono in famiglie con poche possibilità economiche, impossibilitate a dotarsi di una connessione veloce, assolutamente necessaria per la Dad, o prive di computer e altri device. Le famiglie che non hanno soldi per stampare decine di fogli a settimana, perché se a casa hanno a stento un pc figurarsi la stampante, o che hanno più di un figlio costretto a fare la Dad e devono scegliere chi privilegiare e chi lasciare senza alcun supporto didattico. Le famiglie dei lavoratori privati, completamente abbandonate dalla Regione che non sborsa un euro per dare modo a queste persone di compensare i mancati guadagni in caso di abbandono, seppur temporaneo, del posto di lavoro. La protesta, molto composta, segue le decine di iniziative che si stanno organizzando in questi giorni in Campania. Sullo sfondo, ma nemmeno tanto, la situazione degli alunni disabili che, essendo impossibilitati per ovvie ragioni ad effettuare la Dad, sono completamente abbandonati a se stessi e del tutto ignorati dalla Regione e dalle istituzioni scolastiche.
Il summit con la Azzolina
Il 12 novembre, intanto, un gruppo di genitori del Coordinamento Scuole Aperte di Salerno ha parlato per circa due ore, in collegamento video, con il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. “Sono con voi e la penso esattamente alla stessa maniera per quel che riguarda la didattica in presenza ma non ho il potere di far riaprire le scuole”. Sul presidente della Regione Campania il ministro dice che “rifiuta qualsiasi confronto, ho provato a chiamarlo e contattarlo in tutti i modi ma non ha mai risposto”.